Panontin a Città Comune «Referendum a giugno»

Di essere il pungiball perfetto per i ronchesi “ribelli”, Città Comune, non ne vuol sapere. Ed è per questo che viene data come imminente la discesa in campo ufficiale, con la sua prossima costituzione, di un comitato per il “sì” alla fusione. Trasversale ai partiti e, soprattutto, permeato sui tre territori investiti dal referendum sull’aggregazione di enti locali.
La data precisa della consultazione ancora non c’è, ma l’assessore regionale alle Autonomie locali Paolo Panontin ha rivelato a Maurizio Volpato, in prima linea nella raccolta firme e nella battaglia per il maxi-ente, che la previsione di convocazione delle urne indica il mese di giugno. Intanto ieri si è svolto l’incontro tra gli attivisti per istituire una prima cabina di regia e rafforzare il fronte del “sì”.
Finora “Città Comune per...”, come spiega il presidente Volpato, ha continuato a lavorare sotto traccia, in attesa di ricevere notizie precise sul prosieguo dell’iter, ma dopo l’intervento a gamba tesa di ieri del coordinatore del Comitato per il “no”, Fabrizio Bertini, si è sentita pungolata a intervenire, «anche perché ormai è chiaro che l’unico vero oppositore è Ronchi». «Infatti - sottolinea Volpato - effettueremo la presentazione ufficiale del comitato per il “sì” nella sala consiliare di quel Comune, una struttura pubblica, visto che ai detrattori della fusione è stata concessa».
Quanto alle affermazioni rese da Bertini, così replica Volpato: «Anch’io sono ronchese doc, di una famiglia storica della cittadina e non sono certo un politico di carriera, bensì un professionista prestato alla politica che ha messo in campo, allo stesso modo di tutti i numerosi attivisti dell’associazione “Città Comune”, tempo e risorse personali per sostenere una causa in cui semplicemente crediamo da anni, spesso nell’indifferenza generale».
«Ritengo quindi - sottolinea - altamente offensive per me, per l’associazione e per i 6.400 firmatari della richiesta di referendum, di cui peraltro 1.800 solo a Ronchi, le accuse del signor Bertini, che nemmeno ci conosce, riguardo a “interessi inconfessabili” oppure “vantaggi personali o profitti dal nuovo assetto istituzionale” e ne chiedo spiegazione dettagliata, riservandomi di adire alle vie legali per difendere l’onorabilità mia e del sodalizio».
Volpato osserva altresì che «lanciare accuse indimostrabili» nasconde «tutta la debolezza» delle argomentazioni: a suo parere «è falso dire che i bonus della Regione copriranno soltanto l’adeguamento dei vigili». «I 2,250 milioni di euro in cinque anni saranno destinati a una nuova attrezzatura pubblica o a quello che il nuovo Comune vorrà - prosegue -, e saranno dati dalla Regione non in cambio della rinuncia alla democrazia, ma dell’inefficacia attuale. Il resto verrà dalle economie di gestione. Vero è invece che il nuovo ente, democraticamente eletto da tutti i cittadini, potrà accedere attraverso canali privilegiati a ulteriori finanziamenti su elaborazione di progetti specifici. Lo dice semplicemente la legge, basta documentarsi».
«È un vero peccato - continua Volpato - che coloro che ora si oppongono, senza mai dimostrare nulla, non abbiano voluto partecipare ai nostri convegni. Ma noi siamo sempre pronti al confronto pubblico, sereno e pacato, per dimostrare la sostanza dei numeri e lo faremo di nuovo, sebbene mi pare di aver capito che il comitato del “no” non intenderà misurarsi pubblicamente. Paura del confronto?». «Rispetto agli scenari di pura fantasia paventati riguardo l’imposizione dall’alto della fusione - conclude - ricordo semplicemente che, grazie al referendum che noi abbiamo innescato con la raccolta di migliaia di firme certificate, e non soltanto dichiarate, saranno proprio i cittadini a decidere del loro futuro, esercitando quindi il massimo della democrazia possibile».
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