Pantere in festa al debutto nell’Ibl

RONCHI DEI LEGIONARI. Festa grande, sabato scorso a Ronchi dei Legionari, in occasione dell'esordio casalingo stagionale dei New Black Panthers nel massimo campionato del baseball, la cosiddetta Italian baseball league.
Il pubblico delle grandi occasioni, oltre duemila persone nelle due partite, hanno salutato il ritorno, dopo 15 anni, del “batti e corri” ronchese tra le grandi ed hanno dimostrato tutto il calore e la vicinanza del pubblico a quella squadra che, in larghissima parte, è formata da atleti che sono nati e cresciuti sul diamante di piazzale Atleti azzurri d'Italia.
A lanciare la prima palla, dopo la presentazione dei singoli giocatori accompagnati in campi dai ragazzini del vivaio, è stato il sindaco, Roberto Fontanot.
Accanto a lui, tra gli altri, il neodeputato Giorgio Brandolin, anche nella veste di presidente regionale del Coni, l'assessore Gianluca Masotti, il presidente regionale della Fibs, Marcello Massa e il consigliere federale, Fabrizio De Robbio. Nessun intervento ufficiale, ma da tutti è arrivato un sincero “in bocca al lupo” per una stagione difficile ed impegnativa, di quelle che rimarranno nella storia e che la formazione allenata da Paolo Da Re cercherà di onorare con grinta e passione.
Al manager della squadra ospite, i campioni d'Europa della Fortitudo Bologna, il primo cittadino ha poi donato lo stemma comunale, quale segno di ospitalità e di estrema vicinanza della municipalità ronchese al mondo dello sport. Bellissimo il colpo d'occhio in uno stadio, quello dedicato ad Enrico Gaspardis, tirato a lucido anche grazie alla collaborazione degli operai comunali.
Il pubblico si è fatto sentire e molti hanno deciso di trascorrere l'intera giornata allo stadio, incitando una squadra che, purtroppo, nulla ha potuto contro una formazione di ben più grande esperienza. Ma l'importante è esserci e fare in modo che Ronchi dei Legionari continui a rimanere tra le “grandi” del baseball italiano. Da sottolineare, sugli spalti, accanto ad alcuni atleti del passato, anche del triestino Diego Vatta, primo allenatore dei Black Panthers negli anni Sessanta. «Oggi come allora – ha detto Vatta – vedo che a Ronchi dei Legionari c'è fame di baseball e questo è un fortissimo segnale per il futuro. Un futuro, oggi come allora, impostato sui giovani che sono la ricchezza più grande, quella che permette di rinverdire una grande tradizione».
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