Partiti per Umbria e Abruzzo 50 migranti ospiti del Cara

GRADISCA. Cinquanta migranti hanno lasciato il Cara di Gradisca. Destinazione: centro Italia. Le richieste rivolte al Ministero dell’Interno dalla Prefettura di Gorizia per alleggerire il territorio dal numero di richiedenti asilo sono state accolte da Roma e ieri mattina dalla Capitale è arrivata l’autorizzazione al trasferimento dei profughi di nazionalità afghana e pakistana in strutture di accoglienza d’Abruzzo e Umbria. Intorno alle 10.30 un pullman scortato dagli agenti di polizia ha lasciato la struttura di via Udine per imboccare l’autostrada. L’iniziativa ha permesso di mettere una pezza ad una situazione che stava per tornare insostenibile perché a Gorizia gli arrivi non cessano. Il rischio che i migranti tornino a dormire nuovamente all’addiaccio è concreto. «Per fortuna, grazie al trasferimento di ieri, ne abbiamo cinquanta in meno, per la maggior parte erano persone che stavano al dormitorio, ma la scorsa notte eravamo di nuovo al completo. Non so se qualcuno ha preferito andare a dormire all’aperto», osserva il direttore della Caritas diocesana don Paolo Zuttion, pronto per fare la consueta conta della sera. Nel ricordare che ieri, a Gorizia, ci sono stati una trentina di nuove richieste di asilo, il sindaco Ettore Romoli aggiunge: «La situazione mi sembra difficile. Per il momento non è un arrivo di massa come si poteva temere, ma questi flussi ci preoccupano molto». A livelli romani, nel corso dell’audizione dell’ambasciatore della Gran Bretagna al Comitato Schengen, la senatrice Laura Fasiolo ha intanto chiesto di potenziare le sezioni territoriali. «L’ambasciatore ha rimarcato con forza la contrarietà al principio di ricollocamento degli immigrati all’interno dell’Unione europea pur affermando che il Regno Unito non resterà indifferente di fronte alle difficoltà affrontate dai Paesi che sono maggiormente coinvolti nei flussi migratori odierni», ha scritto in una nota la parlamentare democratica che poi, richiamando il dovere morale della protezione a chi ne ha bisogno, ha aggiunto: «La situazione di Gorizia, in particolare, resta ancora molto critica: nelle ultime 72 ore sono arrivati altri 100 immigrati. Resta prioritario l’incremento del sistema delle nuove dieci sezioni territoriali perché saranno decisive per la funzionalità dell’identificazione dei migranti».
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