Pecol dei Lupi bloccata fino alla fine dell’anno
/ Cormons
«La richiesta di proroga di 90 giorni da parte di IsAmbiente per la consegna delle integrazioni all’ufficio Valutazione Impatto Ambientale della Regione fa cadere definitivamente l’unica motivazione ufficiale dell’ente per il conferimento di nuovi rifiuti a Pecol, ossia che fosse la strategia più veloce per poi chiudere la discarica. Eppure la soluzione è a portata di mano, visto il primo parere favorevole dalla Regione: la movimentazione interna, come chiediamo noi da tempo».
Il Comitato No Pecol torna alla carica: il gruppo di cittadini cormonesi che si batte per evitare il conferimento di materiale esterno nella discarica alle porte di Borgnano pungola nuovamente Isontina Ambiente sull’argomento del riutilizzo di Pecol tramite importo di rifiuto secco residuo da tutta la provincia. «Qualcuno parlava di operazione di rapida realizzazione – sottolinea il Comitato – che avrebbe assicurato la procedura più veloce per la chiusura della discarica: chi caldeggiava questa ipotesi era supportato in questa convinzione dalle parole rassicuranti dei responsabili di IsA e di alcuni politici locali che nel febbraio scorso avevano sostenuto e garantito sia che entro giugno sarebbe arrivata – con l’avvallo del progetto – l’autorizzazione a conferire 47 mila mc di rifiuti, sia che il sito sarebbe stato contestualmente dissequestrato, visto che i capi d’accusa erano legati solamente a formalità burocratiche».
Il Comitato prosegue: «Siamo già a settembre e l’autorizzazione a conferire non è arrivata. Sono arrivate invece al Comune e a IsA, tramite l’ufficio Via della Regione, le osservazioni dell’Arpa al progetto di riapertura con la richiesta di una serie di precisazioni che indirettamente hanno evidenziato tutta una serie di problemi. Il progetto risulta carente sotto molti aspetti; il conferimento in discarica rischia di ridurre la percentuale complessiva di raccolta differenziata; il rifiuto secco residuo ha una componente organica troppo alta per essere conferito in discarica senza essere pre-trattato e può generare cattivi odori; non sono state valutate correttamente le proposte alternative come la movimentazione interna; il sistema di impermeabilizzazione potrebbe essere danneggiato; la falda sottostante è ancora inquinata e i monitoraggi relativi sono carenti».
Il gruppo di cittadini conclude: «E così in questi giorni IsA ha chiesto la proroga massima di 90 giorni per la consegna delle integrazioni richieste dall’ufficio Via della Regione. Quindi se ne riparlerà verso fine anno, senza dimenticare che il sito è tuttora sotto sequestro. Ci si chiede se si tratti davvero di mere formalità burocratiche».
In ultima istanza, il Comitato aggiunge: «Le perplessità espresse dagli esperti dell’Arpa sono le stesse che erano state da noi sollevate: fin da subito si era capito che le cose non erano così scontate e grazie all’indicazione di esperti che seguivano la vicenda da diversi anni si è avuta contezza che erano troppi gli errori che si erano accumulati durante la storia infinita di Pecol». –
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