Trieste, violenta lite al “Pedocin” tra turisti e una triestina: «La divisione della spiaggia è sessismo da Medioevo»

Urla e spintonamenti sabato pomeriggio nella sezione maschile, le accuse ai bagnanti locali: «Non siete italiani. Rimborsateci il biglietto». Aggredita anche un’addetta

Gianpaolo Sarti
(foto archivio Bruni)
(foto archivio Bruni)

Una coppia di turisti ha litigato violentemente con una bagnante triestina. È successo al Pedocin sabato pomeriggio attorno alle 17. Nel corso dell'alterco è stata spintonata un'addetta.

Tutto è cominciato quando la bagnante triestina, una cinquantenne, si è rivolta alla coppia di turisti spiegando loro, con gentilezza, che – come da regolamento (e da storica tradizione) – all'interno dello stabilimento vige la regola della divisione tra uomini e donne. La signora ha quindi indicato il muro: «Vedete?».

In quel momento la coppia di turisti (sembra meridionali residenti a Milano, stando alle testimonianze dei presenti) si trovava nella parte maschile. Così come peraltro la cinquantenne triestina che, assieme al marito, accompagnava il bambino disabile.

«Questa divisione tra uomini e donne è un'usanza assurda e medievale - ha risposto la turista, visibilmente alterata. Non vi vergognate? È una cosa sessista...siete dei buzzurri, non siete italiani. E poi lei cosa ci fa, allora, qui tra i maschi?», ha insistito la turista rivolgendosi alla bagnante triestina. Quest'ultima ha replicato sostenendo che stava appunto accompagnando il bambino disabile con il marito. E che poteva farlo.

Ma la turista, sempre più infervorata: «Vergognatevi, dividere gli uomini e le donne in una spiaggia – ha ripetuto – non siete italiani.. siete arretrati, buzzurri. Medioevo! Questa è un'usanza sessista...ora chiamo i carabinieri». A quel punto la donna si è avvicinata minacciosamente alla cinquantenne per alzarle le mani. Gli uomini presenti, tra cui il marito della triestina, hanno cercato di riportare la calma. Così come un'addetta dello stabilimento, che è stata spintonata.

La coppia di turisti se n'è poi andata. E, con indignazione, ha chiesto la restituzione dei soldi del biglietto di ingresso.

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