Per i vini del Collio in arrivo la Docg

L’annuncio del presidente del Consorzio, Princic: «Sarà un’ulteriore attestazione di qualità». Giovedì il Collio Day
Di Stefano Bizzi

CORMONS. Da Doc a Docg: entro un anno i vini del Collio potrebbero salire uno scalino nella classifica della qualità e diventare a denominazione “controllata e garantita” e non più soltanto “controllata”. Ad annunciarlo è stato ieri il presidente del Consorzio tutela vini Collio. Al termine della presentazione del progetto “Collio day” Robert Princic ha spiegato che l’assemblea dei soci ha approvato la proposta e che quindi è stato avviato l’iter per l’ottenimento di quella “g” che tanto attrae i consumatori perché rappresenta un’ulteriore garanzia di qualità. I vini docg sono regolamentati da un disciplinare e sono contraddistinti da una zona di origine ben precisa, anche con indicazione di sottozona, fino a restringere l'area a un comune, una frazione, una fattoria, un podere o una vigna. Di norma, la zona è abbastanza ristretta ed è quella maggiormente avocata alla produzione di quel vino. Una docg può essere una restrizione della stessa doc - per esempio può essere relativa ad una porzione di territorio più ristretta dell'area della doc o può essere solo quella relativa a una denominazione, come “Superiore” -. I disciplinari delle denominazioni d’origine controllata e garantita ricoprono le stesse tipologie di regole di quelli doc, ma i valori da rispettare sono più stringenti. La legge prevede che la docg può essere attribuita ad un vino che da almeno 5 anni è già riconosciuto come doc, ma per i vini docg è previsto un doppio esame (il secondo in fase di imbottigliamento) e le etichette - bollicine a parte - richiedono obbligatoriamente anche l'indicazione dell'annata. «Si tratta di un passaggio sicuramente complesso, ma è necessario», ha precisato Princic ricordando che al Collio vengono riconosciute tanto una grande storia, quanto una grande qualità. «I produttori sono in grado di passare tutti i test: hanno già tutti i parametri per essere considerati docg», ha invece sottolineato Francesco Bonini di Slow Food Fvg.

Intanto, per promuovere il territorio, giovedì l’Italia si tingerà metaforicamente di giallo grazie alla seconda edizione del “Collio day”. Da Milano a Bari, da Venezia a Napoli passando per Roma, Bologna, Lucca e Torino, otto città ospiteranno in contemporanea degustazioni di vini accompagnate dai prodotti tipici portati dal Consorzio di tutela del formaggio Montasio dop e dalla Sorgente del gusto. Il progetto congiunto Consorzio Collio-Slow food Fvg, sostenuto dalla Camera di Commercio di Gorizia, si propone come un viaggio alla scoperta della nostra enologia e della nostra gastronomia. «L’idea è quella di portare nelle più importanti enoteche e nei migliori ristoranti italiani le nostre aziende per raccontare la loro storia», ha spiegato Princic a cui hanno fatto eco le parole di Bonin: «L’aspetto che più entusiasma Slow Food riguarda il mettere in contatto il cliente finale con il produttore perché solo chi vive il territorio può raccontarlo». Dal momento che a Torino i 90 posti disponibili sono stati già tutti occupati e le prenotazioni sono state chiuse, la formula sembra funzionare.

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