Percorso pedonale protetto in viale XX Settembre riaperto

Un mese dopo, non ci sono più le transenne e le reti a dividere a metà viale XX settembre, fermando il traffico e in un certo senso il tempo a quei terribili istanti dell’esplosione che ha distrutto la palazzina al civico 87 portandosi via Fabrizio Facchettin, Miha Ursic e Sabina Trapani.
Loro, le transenne, si sono fatte da parte, sono state messe da parte, sul marciapiede dove, quasi ai piedi dello stabile distrutto, ci sono ancora alcuni lumini, lasciati da qualcuno in ricordo delle vittime.
Da venerdì pomeriggio il viale è tornato così pienamente percorribile e subito a doppio senso di marcia – in un primo momento si ipotizzava sarebbe stato istituito un senso unico alternato – visto che i vigili del fuoco sono stati in grado di rimuovere dalla carreggiata tutti i detriti. Solo il marciapiede sul lato dello stabile interessato dallo scoppio è ancora interdetto al passaggio dei pedoni, e questo per motivi di sicurezza e in virtù del fatto che il rudere dell’edificio è ancora posto sotto sequestro, come raccontano i cartelli appesi davanti a ciò che resta dell’abitazione. Così è stato ricavato un percorso pedonale protetto da una fila di new jersey bianchi e rossi in plastica, che restringe solo di poco l’ampiezza della strada ma permette a chi cammina di transitare in sicurezza. Per questo motivo, sul lato opposto (dove il marciapiede invece è aperto già da più di una settimana) il comando della Polizia locale ha dovuto istituire il divieto di sosta permanente, tra i varchi carrai del civico 69 e quello che porta ai civici 77 e 79. A poca distanza, poi, resta ancora parcheggiata, e coperta con un telo per risparmiarla dalle intemperie, una delle vetture distrutte dall’esplosione.
Inevitabilmente, però, nonostante i divieti sono in tanti gli automobilisti che in queste ore rallentano vistosamente in quel punto, o addirittura si fermano per un momento, osservando ciò che resta della casa della tragedia.
Quella casa che sin qui in molti, con il viale chiuso al traffico, avevano visto solo sulle pagine del giornale o in televisione, e che ora è destinata a restare a lungo probabilmente così com’è, uno scheletro silenzioso e triste, a ricordare a tutti quanto successo. –
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