Perizia psichiatrica sul papà sequestratore

Sarà una perizia psichiatrica a dire se G.M. - il papà che a giugno “sequestrò” le figlie di sei e dodici anni, asserragliandosi con loro nell’appartamento di via Conti dopo averle portate...

Sarà una perizia psichiatrica a dire se G.M. - il papà che a giugno “sequestrò” le figlie di sei e dodici anni, asserragliandosi con loro nell’appartamento di via Conti dopo averle portate improvvisamente via in auto dal luogo di villeggiatura croato in cui si trovavano con la mamma - era in quella circostanza in grado di intendere e di volere. Ma tale perizia dovrà pure dire se tuttora, alla luce del suo “stato” mentale, quest’uomo è in grado di sostenere compiutamente un processo.

Ieri mattina infatti, nel corso dell’udienza preliminare a carico di G.M. - che è difeso d’ufficio dall’avvocato Alessandro Giadrossi ed è ai domiciliari da parenti nel Pordenonese - il gup Luigi Dainotti si è riservato di pronunciarsi in merito alla richiesta di rinvio a giudizio, con l’accusa di sequestro di persona e rapina, formulata nei giorni scorsi dal pm Lucia Baldovin.

Contestualmente, durante la stessa udienza di ieri, il giudice ha nominato lo psichiatra Mario Novello, uno dei consulenti medici di maggior esperienza in fatto di perizie “mentali” disposte a Foro Ulpiano, tra cui quella recente su Francesco Cariello, l’accoltellatore ottantenne. Novello esporrà i risultati del suo incarico nella prossima udienza, fissata dal gup Dainotti per il 3 febbraio. Sarà in quella sede che si conoscerà la risposta all’istanza di rinvio a giudizio formulata dal pm Baldovin.

La drammatica vicenda risale al 22 giugno, in una via Conti chiusa per tutto il pomeriggio al traffico e zeppa sia di passanti e residenti divenuti spettatori che di uomini e mezzi delle forze di sicurezza: polizia, carabinieri e vigili del fuoco con l’autoscala proiettata al terzo piano, dove l’uomo è rinchiuso nell’appartamento con le bimbe. Stanno bene, può essere che non capiscano la follia del papà (o forse la primogenita cerca di comportarsi senza dare i numeri, per tranquillizzare la sorellina più piccola). Un papà reduce peraltro da un’inquietante “fuga” dalla Croazia a bordo dell’auto, accesa a sorpresa dopo un litigio con la consorte , le figliole caricate a bordo, e fatta sgommare benché la madre si sia lanciata disperatamente sul cofano per fermarlo. Si tenta una “trattativa” aerea dalla scala dei pompieri, si vedono girare dei giubbotti antiproiettile indossati da alcuni carabinieri, il che (ma poi si capirà non essere così) fa circolare immediatamente tra la gente assiepata dietro le transenne la “leggenda” che vuole il sequestratore armato. Verso sera il blitz riesce. Il padre, ammanettato, viene portato via. Le due bambine possono riabbracciare la mamma, il pubblico applaude. Scene da un film americano. È invece una cruda realtà triestina.(pi.ra.)

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