Perseguita la ex e le brucia il motorino
L'uomo non aveva accettato la fine della storia sentimentale. Come un tormento, aveva più volte telefonato alla ex travolgendola con una pioggia quotidiana di messaggini sms per convincerla a riallacciare la relazione. Ma la vittima di questa ennesima vicenda di stalking era stata chiarissima: «Basta, lasciami stare».
Si chiama Paolo Giugovaz e ha 35 anni. È finito nei guai per aver molestato, picchiato, vessato, tormentato e minacciato, la sua ex fidanzata. In una parola stalking. Il suo è l'ennesimo di una serie di casi che si stanno verificando sempre più frequentemente in città. Il giudice Guido Patriarchi ha accolto la richiesta del pm Antonio Miggiani: divieto di avvicinarsi alla ex. Se Giugovaz non obbedisce rischia di finire in carcere. Il motivo: secondo il pm Miggiani sussistono gravi indizi di colpevolezza a carico di Paolo Giugovaz.
Dalle indagini dei carabinieri emergono una serie di episodi inquietanti. Il 21 novembre dello scorso anno Giugovaz ha aggredito la donna e dopo averla sbattuta contro un muro l’ha colpita con un calcio all’inguine. Il giorno seguente la sua furia si è scatenata e ha incendiato la Vespa 125 che la donna aveva parcheggiato in strada. Poi in un’altra circostanza è entrato nel condominio e ha preso a calci la porta dell’appartamento. La lista prosegue con l’incendio dei campanelli condominiali. Ma ci sono varie minacce come quella del 13 febbraio, quando le ha detto che l’avrebbe ammazzata. Una volta si è pure spacciato come carabiniere e ha intimato alla donna che doveva smetterla di chiamare le forze dell’ordine.
Insomma una situazione insostenibile. Infatti le persecuzioni, secondo la Procura, avevano generato nella vittima un profondo e costante senso di ansia e paura accompagnato da frequente attacchi di panico, costringendola a modificare le proprie abitudini di vita. Secondo l'Istat sono oltre sette milioni in Italia le vittime - in gran parte donne - di una violenza fisica e psichica. Quasi tre milioni hanno dovuto sopportare la martellante azione di un persecutore. (c.b.)
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