Perseguitava una coppia: 8 mesi e risarcimento
Otto anni tra cause civili e penali, fino a culminare nel processo per atti persecutori. Vittime del pressing psicologico i coniugi Suzzi e Delise, ex imprenditori, per 30 anni titolari di un negozio di merceria-abbigliamento a Staranzano.
L’imputato, Maurizio Tortolo, arredatore, è stato condannato per atti persecutori, previa concessione delle attenuanti generiche, alla pena finale di 8 mesi di reclusione, con la condizionale e subordinata al risarcimento del danno morale, quantificato in 20 mila euro a favore della coppia. La sentenza è stata pronunciata al Tribunale di Gorizia, dal giudice monocratico Marcello Coppari.
Tutto era iniziato da una morosità legata a mancati pagamenti del canone di un locale che i coniugi avevano affittato al Tortolo. Per loro era iniziato una sorta di calvario, sottoposti a comportamenti molesti, offese per strada e davanti alla loro abitazione e derisioni. Aspetti emersi a processo anche da parte di quanti avevano assistito alle circostanze, chiamati a testimoniare. Nonostante la pazienza e la speranza che l’inquilino la smettesse, l’uomo, è sempre emerso in dibattimento, ha rilanciato con i suoi comportamenti, coinvolgendo i famigliari della coppia, anche in presenza dei nipotini. Una situazione esasperante. I coniugi s’erano risolti a sporgere denuncia nei confronti di Tortolo. Tuttavia gli episodi di persecuzione non s’erano fermati, neppure di fronte ai richiami dei carabinieri e dopo che il Tribunale aveva disposto a carico di Tortolo un divieto di avvicinamento dai luoghi frequentati dalla famiglia Suzzi-Delise, ponendo una distanza di almeno 200 metri. Insomma, un pressing diventato una vera e propria ossessione per i coniugi di Staranzano.
Nel 2016 s’era aperto il processo. In parallelo la coppia aveva avuto ragione in ordine alle cause civili promosse nei confronti di Tortolo in relazione alle morosità relative ai canoni di affitto. Tortolo ha reso esame in aula. Sembrava un equilibrista a fronteggiare le domande del pubblico ministero e del legale rappresentante i coniugi, avvocato Fabio Zamparutti, la battuta pronta, ripetendo piuttosto che la vicenda fosse frutto di reciproche provocazioni. Sta di fatto che il Tribunale ha stabilito la condanna ad 8 mesi, con il risarcimento dei danni morali, quantificati in 20 mila euro, nonché il pagamento delle spese processuali. L’avvocato Zamparutti ha accolto con soddisfazione l’esito del giudizio. —
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