Pesce semiavariato spacciato per fresco Cinque locali chiusi e nove denunce

Raffica di controlli su ristoranti italiani, etnici e “low cost” Multe per 55 mila euro. Sequestrati 5 quintali di prodotti 



Tolleranza zero per i ristoratori triestini che non rispettano scrupolosamente le normative per la conservazione del cibo o servono surgelati facendoli passare per pesce fresco. Ben nove ristoratori sono stati denunciati per frode in commercio o per il cattivo stato di conservazione del prodotto ittico e cinque esercizi sono stati temporaneamente chiusi dopo la scoperta di evidenti carenze in materia di igiene.

Ecco i risultati più eclatanti della maxi operazione di Guardia costiera, Polizia locale e Azienda sanitaria, con il coordinamento della Procura, che ha portato a sequestrare e distruggere mezza tonnellata di pescato e a far scattare multe per oltre 50 mila euro.

Un’attività di controllo sulla filiera della pesca a tutela dei consumatori che è proseguita, con discrezione, per un mese e mezzo, finché ieri, con una nota congiunta, è stato reso pubblico il bilancio dell’operazione.

Sotto la lente d’ingrandimento i ristoranti triestini che servono prodotti ittici. Impegnate nell’attività di verifica le squadre miste composte da personale della Guardia costiera (Centro controllo Area pesca e Nucleo centrale ispettori pesca), della Polizia locale (Nucleo Polizia commerciale) e dell’Asuits (Dipartimento di prevenzione, igiene degli alimenti e della nutrizione). L’attività è entrata nel vivo a inizio luglio e nell’arco di un mese e mezzo le squadre ispettive hanno effettuato 169 controlli concentrando l’attenzione su 17 esercizi, sia italiani che di cucina etnica, nei quali viene commercializzato e servito pesce fresco o surgelato.

Le maggiori irregolarità sono state rilevate nei ristoranti che propongono prodotti a basso costo. Le violazioni amministrative riscontrate hanno raggiunto, in totale, i 55 mila euro.

Ecco le irregolarità più frequenti: mancanza di rintracciabilità del prodotto ittico, ampliamento della superficie di somministrazione, mancata esposizione di licenze, autorizzazioni e prezzi. In qualche caso è risultata mancante anche la cartellonistica del divieto di fumo. Inoltre, in alcuni locali è risultata evidente la carenza dei requisiti di igiene: è stato necessario disporre la sospensione dell’attività di ristorazione per cinque esercizi commerciali. Hanno tutti già riaperto dopo essersi adeguati ai requisiti richiesti.

In tutto, come detto, sono stati nove i ristoratori denunciati nell’arco del mese e mezzo di ispezioni. Nella maggior parte dei casi la denuncia è scattata per il cattivo stato di conservazione del pesce trovato nel locale, ma controllando alcuni ristoranti sono emersi anche gli estremi del reato di frode in commercio: veniva venduto, cioè, pesce surgelato facendolo passare per prodotto fresco.

A consuntivo dell’operazione, il messaggio rassicurante lanciato ieri è che ora turisti e triestini possono pasteggiare a base di pesce con rinnovata fiducia e la ragionevole certezza di non incappare in sgradevoli “sorprese”. Tutti gli esercizi in cui erano state scoperte violazioni hanno subito dovuto provvedere a mettersi in regola. Inoltre, i controlli mirati sulla filiera del pesce da parte di Guardia costiera, Polizia locale e Asuits non si fermano qui: l’attività ispettiva continuerà a ritmo costante. Insomma, i ristoratori della città sanno di non potersi permettere leggerezze.

In un’estate che sta consolidando il boom della Trieste turistica, cresce anche la necessità di una vigilanza ferrea sul rispetto delle regole nel settore della ristorazione, a tutela di chi visita la città e, ovviamente, della clientela autoctona. Garantire la qualità della materia prima, in questo senso, è essenziale per tutelare quella tradizione culinaria legata al pesce che costituisce un autentico patrimonio di Trieste. Da sottolineare che nel corso dell’attività di controllo, al netto delle irregolarità riscontrate, è emerso che la maggior parte dei ristoratori rispetta in modo scrupoloso le normative riguardanti conservazione e somministrazione del pesce. —



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