Petizione di “irriducibili” per far tornare in città uno dei sommergibili costruiti dal cantiere

A 87 anni Vandelli capeggia un comitato di cittadini per sistemarne uno nell’area antistante il Muca. Era uscito da Panzano nel 1937 

LA STORIa

Ciro Vitiello

Un petizione di una città che ama il proprio cantiere verrà inviata a tutti gli enti (Marina Militare, Fincantieri, il Comune, la Capitaneria di Porto e l’Associazione Marinai), per portare finalmente a Monfalcone uno dei sommergibili costruiti nello stabilimento navale di Panzano e sistemarlo nell’area antistante il Museo della Cantieristica (MuCa) rendendolo ancor di più qualificato e più attraente per i visitatori vista la presenza di un vero pezzo originale.

Non si ferma l’azione degli “irriducibili” capeggiati da Antonio Vandelli, 87 anni, 40 dei quali trascorsi in cantiere negli uffici tecnici di progettazione e costruzione di importanti navi passeggeri e militari con un’intera generazione alle spalle da cantierino come il padre, il suocero e consuocero e i nipoti. L’ennesima richiesta di portare a casa un sommergibile, nasce in occasione dei 35 anni della portaelicotteri Garibaldi costruita a Monfalcone e consegnata a Trieste il 30 settembre 1985. L’unità era stata la prima portaerei nella storia della Marina Militare a entrare in servizio attivo prendendo il nome del generale del Risorgimento Giuseppe Garibaldi.

La nave ha a bordo velivoli di tipo “Stovl”, acronimo inglese di Short Take-Off and Vertical Landing, che italiano significa a “decollo corto e atterraggio verticale”. Il motto è Obbedisco e va sempre avanti nelle missioni. Ha subìto, infatti, un ammodernamento nel 2003 e una profonda ristrutturazione nel 2013.

«Durante la costruzione del Garibaldi – sostiene Vandelli – sono stati varati i sommergibili Sauro della “terza serie”, cioè Prini nel 1989 e Pelosi nel 1988, uno compie 31 anni e l’altro 32, sono vecchi e ora li smobilitano. Entrambi sono già bonificati per cui basterebbe a uno dei due, dare l’ultima missione all’equipaggio di riportarlo a casa dove è nato. A Monfalcone abbiamo costruito i12 sommergibili sparsi dappertutto, ma qua non c’è niente. Siamo fiduciosi che la nostra sindaca Anna Cisint ci aiuti a fare un rande regalo alla città fortemente legata al suo cantiere. Inoltre – aggiunge Vandelli – il Mu. Ca. è molto bello e sistemare questo pezzo acquisterebbe un valore immenso in quanto è un pezzo tangibile. È un battello nato qua a Monfalcone, vicino alla casermetta dove è stato progettato e in prossimità dell’officina dove lo hanno costruito”. —

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