Petriccione sulle orme del mito di Colaussi incoronato a Gradisca
GRADISCA. La Fortezza riabbraccia il suo “piccolo Modric”. Jacopo Petriccione, centrocampista di Gradisca recentemente capace di conquistare la serie A da protagonista con la maglia del Lecce, ha finalmente potuto ricevere il premio di Atleta dell’anno che la passata Consulta comunale allo Sport gli aveva conferito nei mesi scorsi ma che il giocatore giallorosso non aveva ancora potuto ritirare fisicamente per i propri numerosi impegni.
L’occasione è venuta dalla recente Festa dei Santi Patroni Pietro e Paolo, alla Spianata, dove Petriccione è stato salutato dal sindaco Linda Tomasinsig e dall’assessore allo Sport Stefano Capacchione («Jacopo è un esempio di serietà e spirito di sacrificio ma soprattutto di umiltà: puo’ diventare un modello per i ragazzi come lui») oltre che dai numerosi amici che ancora mantiene qui nell’Isontino. Ne ha fatta di strada Petriccione, 24enne centrocampista made in Gradisca d’Isonzo, che dopo una lunga gavetta è riuscito in un’impresa destinata a pochissimi: conquistare la serie A, da protagonista. Tanto che ora Jacopo è soprannominato dai tifosi pugliesi Modriccione, il Modric del Salento. Un paragone illustre e che ci sta tutto, per ruolo in campo e per fisicità, con quella zazzera bionda raccolta in un elastico come il regista croato del Real. Cresciuto nell’Itala San Marco, dove ha giocato nei Pulcini e negli Esordienti, Petriccione si è quindi trasferito alla Virtus Corno (con un altro ex italino poi diventato illustre, Petagna, ndr) prima di farsi notare dal calcio che conta. E che lo ha portato via dal Friuli Venezia Giulia a soli 14 anni. Galeotto un provino con il Cagliari: con i rossoblù rimane tre stagioni. Quindi passa alla Primavera del Siena, club che sfortunatamente fallisce proprio al termine di quella stagione, e infine si accasa a parametro zero alla Fiorentina. Rimane in Viola per due stagioni, sempre in Primavera, diventandone anche il capitano. Quindi va a fare esperienza con Pistoiese e Ternana. Lo scorso anno il Bari, anch’esso fermato da problemi economici, e l’arrivo ai rivali di sempre del Lecce. Ed è stata la definitiva consacrazione. Diventato un punto fermo della squadra di Liverani, uno che di centrocampisti evidentemente se ne intende, il Lecce farà di tutto per trattenerlo: ma è chiaro che il suo nome – e con un curriculum di oltre 100 presenze in serie B – è appetibile anche nel calcio che conta, per l’orgoglio di papà Vito, mamma Sabrina e il fratello Mattia, cui Jacopo è legatissimo. A Gradisca i più anziani sognano un nuovo Gino Colaussi. —
L. M.
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