Pianelle aretine da 6mila euro per le maestre

Il Comune delibera l’acquisto di 390 paia di calzature. L’assessore: «Spesa necessaria e obbligata»
Di Pierpaolo Pitich

Visti i tempi di ristrettezze economiche e considerato che gli enti pubblici da tempo sono costretti a fare i conti con la “spending review”, nel nome del miglioramento dell’efficienza dei servizi e della riduzione degli sprechi, la notizia non può che destare una certa curiosità. Il Comune, con una determina, ha di recente approvato la spesa per la fornitura di una serie di calzature-pianelle per il personale assegnato ai nidi e alle scuole dell’infanzia comunali. Nello specifico, si parla di 350 paia di pianelle per una spesa complessiva di oltre 5.300 euro comprensivi di Iva. Ad aggiudicarsi la fornitura, si legge nel documento, è stato il soggetto che ha presentato l’offerta economicamente più vantaggiosa tra i 17 concorrenti invitati alla gara. Solo dieci peraltro hanno presentato un’offerta comprensiva dei campioni di calzature da esaminare.

A tal fine è stata nominata una specifica commissione che ha assegnato ad ogni proposta un punteggio che ha tenuto conto sia dell’aspetto tecnico della calzatura (52 punti su 100) che di quello economico (48 su 100). La piattaforma di acquisto ha indicato quale aggiudicatario la ditta Calzature Fratelli Soldini Spa di Capolona in provincia di Arezzo. Il prezzo finale è poi salito ulteriormente, in quanto a procedura di gara già avviata, come specifica ancora il documento, è emersa la necessità di una ulteriore fornitura di pianelle (40 paia n totale) per un costo aggiuntivo di 606,58 euro. Alla fine dunque un esborso per le casse comunali di quasi 6.000 euro (5.914,19 per la precisione). «Anche queste calzature, al pari di altri supporti, rientrano nelle dotazioni del personale e nello specifico dei dispositivi di protezione individuale (Dip) che sono previsti dalla normativa - precisa l’assessore comunale all’Educazione Antonella Grim -. Le regole dunque ci sono e vanno rispettate: l’intero equipaggiamento del personale che opera in determinati contesti deve essere in linea con le relative prescrizioni igienico-sanitarie».

Insomma una spesa necessaria e dovuta. Qualcuno però potrebbe obiettare che, in tempi di vacche magre soprattutto per quel che riguarda i tagli sui budget destinati al sistema scolastico, tanto che in alcune situazioni è stato addirittura chiesto uno sforzo alle famiglie che hanno contribuito di tasca propria alle spese del kit didattico e del materiale igienico dei propri figli (dal sapone alle salviettine umidificate, dalle risme di carta ai bicchieri di plastica), ecco che le stesse spese per le pianelle del personale possono sembrare una forzatura.

«Siamo decisamente fuori strada. Qui la spending review non c’entra assolutamente nulla e gli sprechi di risorse sono ben altri, non certo quelli che riguardano le dotazioni del personale - chiude Grim -. E sui tagli al sistema scolastico va peraltro rimarcato che, in virtù della riforma del governo, è stato raddoppiato per gli istituti statali il fondo di funzionamento amministrativo delle scuole».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Piccolo