Piano del traffico pronto entro l’anno polemiche in vista

Previsti nuovi sensi unici, rotatorie e la conferma dell’isola pedonale. Il comitato dei 756: riaprite alle auto quel tratto
Di Francesco Fain

I capisaldi già ci sono. E prevedono la realizzazione di una nuova rotonda all’imbocco del piazzale della Casa rossa tra le vie Kugy e Alviano; l’introduzione di qualche nuovo senso unico lungo strade ancora da definire; la trasformazione da provvisoria a definitiva dell’isola pedonale in Corso Verdi. Ed è proprio quest’ultimo provvedimento che fa sobbalzare il Comitato dei 756, coloro che hanno sottoscritto una petizione per la riapertura al traffico del tratto di Corso. Peraltro, il Piano del traffico (è l’annuncio del sindaco Romoli) sarà pronto entro l’anno.

«Il sindaco dichiara che si andrà a riconfermare la pedonalizzazione di quel tratto di Corso Verdi in cui già oggi le auto non circolano più. Qualcuno - attacca Remigio Gabellini - si permette di ricordare che non circola più neanche il servizio pubblico di trasporto urbano con la soppressione di 6 fermate, qualcun’altro ricorda che i problemi di parcheggio in tutta quest’area non sono e pare non saranno affrontati. Il Comune va avanti per la sua strada nonostante siano state raccolte fino a oggi 756 firme di cittadini contrari a questa chiusura, 56 delle quali di commercianti che con i loro esercizi gravitavano su entrambi i corsi cittadini. Eppure il sindaco dichiara che l’isola ha contribuito a vivacizzare l’area. A differenza della “singolarità” del pensiero di Romoli, noi riteniamo che la quotidiana esperienza con il nostro lavoro in questa parte della città confermi invece il completo fallimento di questa soluzione che definire “improbabile” è perfino generoso».

Prosegue Gabellini: «Non possiamo non ricordare al sindaco come dalla creazione di questa e altre pedonalizzazioni cittadine (siete riusciti a chiudere perfino una galleria!) basate su chissà quali progetti di sviluppo, siano coincise con la desertificazione commerciale e sociale di intere parti della città e pur non facendone una colpa direttamente riconducibile all’amministrazione (c’è la crisi) non possiamo non vedere anche in questi improvvisi provvedimenti una delle ragioni del declino di questa nostra città. Non ci resta che aspettare gli ulteriori atti di questa “miopia visionaria” che nella previsione di continuare questo progetto vedrà la chiusura forzata (per i nuovi lavori) della rimanente parte di Corso Verdi, non prima di aver salvato gli interessi di alcuni, per poi ulteriormente devastare (si può già usare purtroppo questi termini) ciò che ancora resta del commercio in tutta questa zona».

«Concludo con una semplice considerazione, siamo stanchi dell’evidente scollamento tra l’esperienza della società e l’astrazione dei politici, e mi fa piacere a tale proposito di ricordare le parole di una “qualcuna” che a proposito della chiusura del Corso e dell’eliminazione del servizio di bus urbano, a fronte delle granitiche convinzioni del sindaco, le rispondeva che di definitivo c’era solo una cosa».

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