Piano regolatore, braccio di ferrotra il Comune e il Demanio
Piano regolatore, braccio di ferro Comune-Demanio

Piano regolatore come strumento potente di leva nell’ambito di un baratto. È questa la partita che l’amministrazione sta giocando con lo Stato per entrare in possesso di zone strategiche della città: la caserma di via Cumano, ma prima di tutto la sede della Polizia stradale a Roiano, nell’area del comprensorio ex Stock, dove il Comune patteggia da anni per avverare un difficile scambio. Avere in proprietà quella sede da destinare a funzioni pubbliche per il rione e pareggiare con la costruzione di una caserma nuova nel rione di San Sabba. Un accordo che dopo anni di fatiganti trattative sembrava fatto, e che invece, si scopre, è da rifare: il mese scorso lo Stato ha annunciato che non mette più soldi per l’edificazione. Il Comune se li dovrà trovare. Il documento urbanistico in discussione recepisce il fatto in forma problematica.
LA TRATTATIVA
Ma dietro questa vicenda si cela una trattativa ben più consistente. Usando la matita sulle mappe non solo si può cambiare faccia, uso e valore di ogni singola zona, ma in questo caso si punta a quello che popolarmente si potrebbe definire un forse spregiudicato giro di poker. Il Comune vuole entrare in possesso della caserma di Roiano ma non solo. Ha scoperto che può, con la matita, fare un ricco regalo allo Stato per pretendere un corrispettivo. Basta cambiare la destinazione d’uso delle caserme dismesse o di altri siti e renderli residenziali, turistici, di pregio: il valore passa da zero a grandi cifre.
IL PREZZO
In cambio di questo non disinteressato dono, che per la città avrebbe il decantato vantaggio di garantire un riuso delle aree dismesse (evidentemente non più in senso pubblico, però), il Comune alza il prezzo: chiede il possesso anche della enorme ex caserma di via Cumano dove è stato trasferito il Museo di storia naturale e dove prenderà forma il Museo della guerra de Henriquez.
«Per via Cumano - dice il sindaco Dipiazza che cura personalmente la trattativa col Demanio - paghiamo 100 mila euro di affitto all’anno, dunque vogliamo averne invece la proprietà». Anziché comprare, si paga virtualmente facendo aumentare il valore delle altre proprietà demaniali. Lo Stato, dopo il tratto di matita, può trovarsi padrone non già di un sito abbandonato, ma di un’area turistico-residenziale da vendere con alto profitto ai privati. «Ci rendiamo conto - prosegue il sindaco - che il Demanio a Trieste ha 156 siti di proprietà? Gli abbiamo reso residenziale la caserma di Banne (oltre 104 mila metri quadrati, ndr), e l’ex campo profughi di Padriciano e così via. Se vi valorizzo tutte queste cose, dico, allora poi chiedo in cambio la caserma. Se faccio un regalo, voglio un ritorno, che peraltro spetta. Che cosa risponde finora il Demanio? Sta tirando e tirando, ma ha la sfortuna di aver trovato, con me, un commerciante. L’opportunità non è forse ghiotta? Mi pare che gli dò un bel tesoro».
I TEMPI
Che si tratti di un gioco coi guanti di ferro lo dicono proprio i termini con cui esso viene descritto: «Tutta la partita fa parte di uno stesso contesto - prosegue Dipiazza - oppure il bubbone scoppia». Gli fa eco Piero Camber, ben informato sulla complessiva vicenda: «Le carte in tavola sono cambiate lo scorso mese, noi abbiamo reso appetibili molte proprietà demaniali per avere la cessione delle caserme, certe anche gratis, ma un mese fa il Demanio si è tirato indietro anche dagli accordi già fatti, noi col Prg andiamo avanti nel senso indicato, ma diamo tempo al Demanio fino all’approvazione definitiva, cioé a occhio sei mesi, se non accetta e non fa l’accordo facciamo saltare tutto, muoia Sansone con tutti i filistei».
IL FINALE
Il che significa che se il ghiotto «regalo» non viene ricambiato, la destinazione d’uso di Banne, Padriciano e varie tornerà, in tempo prima dell’approvazione finale, allo stato di partenza, buono per Cenerentola. Il Comune non avrà le caserme. Lo Stato non potrà lucrare sulla vendita di prestigiose aree carsiche. I siti dismessi che molti ora annunciano essere stati salvaguardati dal Prg (ma come si vede non esattamente per buon cuore) resteranno tali. Resta da vedere se sia meglio pensarci su oppure decidere per il residenziale e turistico in mera via di convenienza, a scopo di baratto.
Argomenti:piano regolatore
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