Piano regolatore del Porto Il nodo stazione marittima

È definito “Rapporto preliminare” il pesante faldone da 300 pagine realizzato dalla Regione che, come vuole la legge, deve essere sottoposto alla Vas (Valutazione ambientale strategica) prima di diventare un vero e proprio Piano regolatore del porto di Monfalcone. All’interno ci sono delle “ipotesi funzionali” che, a pochi giorni dalla pubblicazione, stanno già facendo saltare sulla sedia operatori portuali, esperti logistici e imprenditori. Una questione fra tutte la Stazione marittima dedicata alle Autostrade del mare: non è più dove è stato realizzato l’investimento (costato 9 milioni) con i piazzali nuovi di zecca, con tanto di illuminazione e gli ormeggi 1, 2 e 3, con le banchine realizzate male e con gli scogli sul fondale che avevano sollevato uno scandalo. La stazione ora (come appare nella cartina a pagina 98) è prevista nella darsena a metà porto e sta facendo “inorridire” qualche operatore. Ma non è l’unico nodo che emerge e che farà discutere, c’è anche l’ipotesi di un terminal container da affiancare a Trieste, e per quanto riguarda il progetto SmartGas viene considerata la proposta, ma nella mappa non c’è l’ormeggio delle gasiere e viene suggerita un’ipotesi diversa quella proposta nella Via (Valutazione di impatto ambientale) ancora all’esame del ministero dell’Ambiente.
Non solo, non si affronta in maniera completa il problema dei raccordi ferroviari e i rapporti con Rfi, non viene prevista una stazione ferroviaria dedicata alle merci in porto e si ipotizza un raddoppio dei binari solo a lungo periodo (10 anni). Non si parla poi di nuovi spazi e l’escavo si ferma a 12,5 metri e non a 13,50 come richiesto da SmartGas.
Ma quello che fa più discutere è la Stazione marittima alla base della darsena. Un posizionamento che mette per iscritto il fallimento del progetto per il traffico Ro-Ro agli ormeggi 1, 2 e 3. Un’opera che, nemmeno ultimata, ha creato non poche grane per gli scogli messi sul fondale a rinforzo della banchina (originariamente il progetto era più complesso e costoso) e che dopo sono stati rimossi in parte. Alla fine per far ormeggiare le navi (solo quelle più piccole che pescano poco) si è stati costretti a posizionare dei distanziatori di gomma. Niente più autostrade del mare dunque sugli accosti 1, 2 e 3 che «potranno essere utilizzati per altri traffici», suggerisce qualche terminalista, ma comunque solo con navi che non hanno bisogno di fondali che in quei punti sono poco profondi. Altrimenti bisognerà fare un intervento di ripristino molto complesso con opere di rinforzo serio alla banchina e scavi del fondale. Fin dall’inizio, spiegano i logisti, l’ipotesi di mettere lì il traffico Ro-Ro «era profondamente sbagliata» anche per le difficoltà di manovra e l’impossibilità di ormeggiare le navi di poppa.
Bocciata pure la darsena. «È da almeno 20 anni che in nessun porto del mondo vengono realizzate darsene per il traffico Ro-Ro» è il commento di altri operatori che preferirebbero un “dente” ad hoc sulla banchina in una zona strategica vicino a nuovi piazzali infrastrutturati.
Grandi le perplessità anche sul terminal container. Un’infrastruttura con “funzione complementare” al terminal del Molo VII che “potrebbe funzionare come scalo feeder” spiega la Regione visto che Trieste ha pochi spazi. Una valutazione fatta prevedendo che ci sarà una saturazione del Molo VII a 750mila teu. Previsioni ben lontane dalla realtà visto che attualmente il terminal a Trieste registra 487mila teu, l’insieme del porto ne fa 510mila e c’è un progetto di allungamento del Molo VII di 180 metri che aumenterà la capacità a 1milione e 200mila teu, tale da accontentare il porto per almeno 10 anni.
Da ultimo il nodo SmartGas. Il documento preparato dai funzionari regionali (pagina 97) dice che l’investimento per realizzare un rigassificatore “di taglia medio-piccola” dedicato ad abbattere i costi energetici delle imprese è coerente con quanto previsto dal piano energetico regionale (Per). Ma “purchè la sua ubicazione non sia in contrasto con lo sviluppo dei porti regionali”. E l’eventuale ormeggio delle gasiere? Secondo la Regione “potrebbe essere collocato in esterno alla futura banchina da realizzare, quindi esternamente al canale di accesso al porto e con orientamento in massima sicurezza rispetto ai venti di Bora”.
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