Piano regolatore, si può costruire solo in Carso

Aree edificabili a Opicina (anche il campo del Villaggio del Fanciullo), Padriciano e Prosecco. Il centro storico sarà esteso fino a viale Miramare, più limitazioni in Costiera
Un segreto è un segreto finché qualcuno non lo spiffera. Il Piano regolatore di Trieste, discusso fin qui con strategie carbonare affinché non una virgola diventasse nota prima della sua formale adozione, è diventato pubblico ieri per indisciplinatezza dei Verdi: «Secretare un Piano regolatore che al contrario andrebbe costruito assieme alla città - hanno detto il consigliere comunale Alfredo Racovelli e Alessandro Metz - è solo levarsi qualche fastidio insito nei comportamenti democratici, le segrete stanze poi sono l’unico posto dove è lecito sospettare libertà di mercanteggiamento, non c’è controllo». E così il corposissimo documento è stato copiato in dischetto e messo «democraticamente» in piazza. Eccone alcuni punti salienti, che i Verdi hanno analizzato con la consulenza di due architetti, Giulio Polita e Claudio Farina.


EDIFICARE
. Il nuovo Prg limita le nuove edificazioni. Le consente nella zone C (di espansione). Sono 18, di cui ben 13 in Carso: a Opicina, dove diventa edificabile perfino una parte del Villaggio del Fanciullo (al cui interno c’è anche un campo di calcio), a Padriciano e Prosecco. Altre 5 si trovano in città, di cui 3 nel solo rione di San Giovanni. Una di queste è nella famosa via Timignano il cui verde è stato già aspramente difeso contro le previsioni «cementificatorie» di un precedente e scaduto piano Peep. Le altre sono in via Damiano Chiesa e in via Dudovich. Edificabile anche Contovello.


TUTELA
. Pregevole (lo hanno riconosciuto anche i Verdi) il lavoro di ricognizione fatto sugli edifici storici, la tutela è stata estesa a tutti quelli costruiti prima del 1918, cioé in epoca asburgica. Da conservare facciate e altezze. Il «piano colore» impone tinteggiature coerenti con la storia e il contesto. I Verdi rimpiangono che restino fuori tutela palazzi più recenti, ad esempio quello della Ras.


CENTRO STORICO
. Si amplia, ingloba i borghi Giuseppino e Franceschino e parte di viale Miramare. Le rive sono catalogate alla voce «attività miste», e il Prg certifica decisioni già prese: Parco del mare, Silos, mercato ortofrutticolo destinato a centro residenziale e alberghiero, La ex stazione di Campo Marzio rimane riservata a museo.


COSTIERA
. Protetta. Non si costruisce più. Si possono solo ampliare del 10% le case esistenti ed esclusivamente per motivi igienico-sanitari. Osservano i Verdi: «E come la mettiamo col ”piano casa” che prevede il 20% in più di edificabilità fuori dal centro città ed è una legge che mette in subordine il documento urbanistico locale?».


MOBILITA'
. Non ci sono modifiche sostanziali.Si analizza il traffico certificando l’aumento di 200 mila scooter in 10 anni e si ripesca il Piano urbano parcheggi (Pup) ideato dal precedente assessore Maurizio Bucci: 5000 i nuovi parcheggi previsti.


SERVIZI
. L’idea di fondo è di limitarne l’espansione. «Un solo asilo nido nuovo è annunciato» lamentano i Verdi, che invece vorrebbero una città dove scuole, asili e uffici convivano nel centro, «qui invece solo negozi, bar e ristoranti, quando sono chiusi la città evidentemente si spegne».


VERDE
. Tutto catalogato, pubblico e no. È stato misurato in 11 milioni di metri quadrati. Entrano in vincolo anche i giardini pregiati privati, «verde pubblico» è anche il giardinetto di casa. Secondo i commentatori-divulgatori «va bene che sia protetto, ma non è certo ascrivibile al verde pubblico, il cui scopo è la socialità diffusa».


PERMESSI
. Per edificazioni entro i 5000 metri cubi («sarebbero 16 appartamenti da 100 metri») non occorre più il piano particolareggiato, basta la concessione edilizia. Si va più svelti. Ma c’è menio controllo del territorio e il Comune perde gli oneri di urbanizzazione, ovvero le opere pubbliche che il privato era fin qui obbligato a fornire in cambio dell’uso degli spazi cittadini.

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