Piazza Ponterosso non vedrà nel 2020 il grande tallero di Maria Teresa

«Risiedendo lontano da Trieste e avendo partecipato alla raccolta fondi sono a chiedervi gentilmente se è già prevista la data per la inaugurazione del monumento. Mi sarebbe utile ai fini di organizzarmi il viaggio». Il 19 febbraio, quando l’emergenza coronavirus non era esplosa, Luisa Alfa scriveva sulla pagina Facebook del Comitato per l’erezione di un monumento a Maria Teresa a Trieste.
L’inaugurazione del monumento, il grande tallero di bronzo infilato nel salvadanaio di piazza Ponterosso, era annunciata entro luglio. Ma poi, come spesso capita, ci hanno messo la coda in tanti per complicare le cose. E così ora l’erezione del monumento, se tutto va bene, si sposta nel 2021. Il conio del tallero gigante è rinviata all’anno prossimo. «Avevamo accarezzato la data di fine novembre, il 29 ricorrono i 240 dalla morte dell’imperatrice (Maria Teresa è deceduta il 29 novembre 1780, ndr)» racconta Massimiliano Lacota, presidente del Comitato oltre che rappresentate dalla Casa d’Austria in Italia. Ma neppure l’anniversario della morte torna buono per il monumento pensato nel 2017 in occasione dei 300 anni dalla nascita della sovrana che ha fatto Trieste senza mai metterci piede.
A complicare il tutto è stato per primo il Comune che, dopo aver dato via libera al concorso per piazza Ponterosso, ha rimesso in discussione la collocazione centrale del grande tallero, il progetto vincitore a firma del trio Facchini-Gerini-Pockay che un anno fa ha avuto pure il suffragio del voto popolare. L’amministrazione vorrebbe spostare il monumento vero il Canal Grande in modo da lasciare la piazza o disposizione del commercio ambulante e della pista di ghiaccio delle festività natalizie.
A ruota si è poi aperta la discussione sul materiale dell’opera: qualcuno vorrebbe sostituire il bronzo originario con il più economico acciaio. Ma su questo il Comitato non ci sente. «Il bando di concorso per la realizzazione del monumento, all’epoca avallato anche da Comune e Soprintendenza, dava indicazioni precise sia sulla sistemazione dell’opera, prevista sul lato mare di piazza del Ponterosso, in posizione centrale, sia sulle dimensioni – spiega Lacota –, indicando un ingombro massimo a terra di 3,50 per 3,50 metri e un’altezza massima di 7. Il materiale indicato è il bronzo. Il bando per la realizzazione del monumento che redigerà l’Erpac terrà conto dei medesimi paramenti». Solo che a tutt’oggi l’Erpac (Ente regionale patrimonio culturale), la lunga mano della Regione Friuli Venezia Giulia per la gestione dei beni culturale, non ha ancora redatto il progetto esecutivo e tanto meno emesso il bando per la fusione del monumento. E sull’Erpac, che ha in mano tutto il procedimento (visto che è la Regione a finanziare il monumento il cui costo supera i 200 mila euro), pende anche l’ipotesi discioglimento voluta dall’assessore alla Cultura Tiziana Gibelli che non ha mai digerito l’ente inventato di sana pianta dal suo predecessore Gianni Torrenti.
«In ogni caso il contributo sarà salvaguardato. Ci sono state date garanzie che non sarà intaccato dalla chiusura anticipata dell’Erpac» aggiunge Lacota. L’unica consolazione del ritardo è l’opportunità per rivedere le dimensioni della moneta di Maria Teresa. L’idea è quella di portare il diametro del tallero da 3, 5 a 4, 5 metri. «Su questo sono d’accordo anche gli artisti. Così risalterebbe di più al centro di piazza Ponterosso» spiega Lacota. Un ingrandimento di un metro che ovviamente dovrà tenere conto dei costi aggiuntivi. –
Riproduzione riservata © Il Piccolo








