Piazza San Rocco finita ma i blocchi anti-auto adesso sono nel mirino

Sono in tanti a essere perplessi per la ristrutturazione di piazza San Rocco. In ogni caso, nulla è perduto, a sentire Mauro Mazzoni, Ferruccio Franchi, Nicolò Fornasir e Gastone Colugnati: sono loro i componenti del quartetto che oggi, alle 18, esporrà in piazza alcune considerazioni e proposte riguardo l’intervento, non trascurando alcune ipotesi di miglioramento. Ciò che lamentano, non è tanto l’estetica della ristrutturazione, ma, soprattutto, l’alto grado di pericolosità che essa finisce in alcuni punti per comportare. Fornasir, professione ingegnere, in passato è stato assessore comunale all’Urbanistica, collega nella giunta Scarano dell’attuale sindaco Ziberna; Mazzoni è stato consigliere comunale e provinciale dem. Dell’incontro, limitato a una ventina di cittadini per rispettare le norme anti Covid, sono stati informati il sindaco e, tra gli altri, monsignor Ruggero Dipiazza, forse l’unica vera istituzione di San Rocco, che, tuttavia, contrariamente alle sue abitudini, sceglie questa volta la strada del «no comment», preferendo attendere oggi per esprimere eventualmente un pensiero in proposito.
A ogni modo, perché la piazza secondo Fornasir & C. risulterebbe pericolosa? Sicuramente, «per gli ostacoli anti-sosta dei veicoli che costituiscono un elevato rischio di incidenti: sono poco visibili, hanno forma a spigoli vivi, impediscono l’utilizzo della piazza in occasione di eventi con grande partecipazione di gente e di mezzi». Ma soprattutto perché «la pur auspicata sinuosità del percorso via Veniero-via Lantieri, presenta l’evidente rischio per i pedoni che percorreranno il marciapiede da via Veniero verso la piazza, a fronte di chi arriverà da via Lantieri senza rispettare limiti di velocità. Ne risulta che la realizzazione di una idonea barriera è indispensabile». Seguono, a questi, altri suggerimenti come quello per «la realizzazione di dissuasori di velocità specie in via Lantieri, ben prima dell’attraversamento davanti alla Chiesa per evitare che automobilisti e motociclisti sbadati (o peggio) arrivino a gran velocità con rischio elevato di incidenti, soprattutto per chi attraversa a piedi la via Veniero vicino alla Chiesa, il punto più pericoloso in assoluto».
I lavori sono ormai prossimi alla conclusione. L’auspicio, insomma, è di riuscire a coinvolgere l’amministrazione comunale ad applicare qualche variazione, qualche integrazione, a mettere in pratica le proposte correttive suggerite, senza intento polemico, dai quattro borghigiani. E per quanti obiettassero sui motivi che hanno spinto solo ora a presentare queste osservazioni, il quartetto ha già la risposta pronta: «Abbiamo partecipato alle varie fasi che hanno portato all’intervento in corso di sistemazione della piazza. Abbiamo nel tempo registrato buone intenzioni e fornito alcune indicazioni, prima fra tutte la messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali oltre alla gestione oculata del parcheggio in piazza e alla raccomandazione di allargare lo spazio del sagrato della Chiesa». —
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