Picchia la compagna davanti alla figlia neonata: arrestato a Trieste
L’aggressione innescata dalla presenza di un amico del trentacinquenne. La prognosi è di 40 giorni

Lividi al volto, traumi alla testa e a un braccio. E lo choc. Ha una prognosi di quaranta giorni la ragazza picchiata a sangue dal proprio compagno in un’abitazione di via Flavia. L’uomo, un trentacinquenne di origini nigeriane, è stato arrestato dai Carabinieri e ora è in carcere al Coroneo. L’episodio, di cui si è avuta notizia ieri, risale a mercoledì sera.
I militari dell’Arma sono intervenuti proprio su segnalazione della donna, di qualche anno più giovane del compagno. L’uomo si è scagliato improvvisamente su di lei dopo un litigio, innescato per un motivo futile: la ragazza, pochi istanti prima dell’aggressione, si era rifiutata di preparare da mangiare anche per l’amico del fidanzato.
E lui ha reagito violentemente. Prima le urla. Poi i calci e i pugni. Il trentacinquenne ha poi afferrato la donna alla testa e gliela ha fatta sbattere contro lo stipite di una porta. Lei è riuscita comunque a divincolarsi sferrandogli alcuni morsi; è quindi fuggita, terrorizzata e in lacrime. Ha preso il cellulare e ha chiamato il 112.
Tutto questo davanti alla loro bimba, una neonata di pochi mesi, e all’amico che si trovava ancora nell’appartamento. I Carabinieri sono piombati nell’abitazione di via Flavia nel giro di pochi minuti. La ragazza sanguinava e riportava numerose tumefazioni. I militari dell’Arma hanno cercato innanzitutto di identificare il trentacinquenne, ma lui si è rifiutato di farlo e ha aggredito anche loro. I carabinieri hanno dovuto quindi usare la forza, bloccarlo e ammanettarlo.
L’uomo ora è in carcere al Coroneo. Sul caso ha aperto un fascicolo il pubblico ministero Chiara De Grassi.
Il gip Francesco Antoni ha convalidato l’arresto e disposto la misura cautelare in carcere. L’indagato che, da quanto risulta, ha altri precedenti alle spalle, resta in cella.
La ragazza, invece, è stata portata al Pronto soccorso dell’ospedale di Cattinara. I medici l’hanno visitata, medicata e sottoposta a vari accertamenti diagnostici. Non è in gravi condizioni, fortunatamente, ma ha numerosi lividi e traumi alla testa e al viso, oltre e una vistosa fasciatura sul polso di una mano.
In questi giorni ha cambiato completamente atteggiamento nei confronti del fidanzato detenuto. Nonostante quanto subìto vorrebbe ritirare la denuncia e lasciare correre tutto; è una dinamica, questa, ben nota nelle situazioni di violenza famigliare.
Ma, naturalmente, vista la grave condizione di pericolo in cui versa, le sarà proposta protezione e assistenza da parte di un centro anti-violenza. L’uomo, comunque, rimane al Coroneo.
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