Pioggia, grandine, vento non danno tregua E crolla il portale della rocca di Monrupino

Alberi caduti, barche affondate, allagamenti: più di 60 interventi dei vigili del fuoco. I danni maggiori al santuario del Carso



Oltre sessanta interventi dei vigili del fuoco, due barche affondate, un numero imprecisato di alberi e rami caduti. E poi danni per allagamenti nelle case, cedimenti del manto stradale e impianti semaforici in tilt. Ecco gli effetti dell’ondata di maltempo che a partire da venerdì sera ha imperversato per più di 24 ore sul territorio triestino, con pioggia, grandine e mareggiate.

Ma i danni maggiori sono quelli registrati a Monrupino. Un boato ha scosso ieri mattina i residenti: Poco prima delle 10 l’arco sopra l’ingresso principale al santuario mariano fortificato del Tabor si è staccato crollando violentemente a terra. La vetustà delle travi e il forte nubifragio abbattutosi nella serata di venerdì sono all’origine del crollo della struttura che conduce alla rocca, uno dei luoghi più panoramici e spirituali di tutto il territorio triestino.

Fortunatamente in quel momento nessuno stava transitando sotto l’ingresso. Danni solo materiali, dunque. Ma le conseguenze avrebbero potuto essere ben peggiori, tenendo conto anche che ieri era in programma un matrimonio poi regolarmente celebrato alle 11.15. A mettere in sicurezza l’area sono giunti i vigili del fuoco e un dipendente comunale che hanno rimosso il materiale caduto.

Accorsa Tanja Kosmina, sindaco di Monrupino, informata dal parroco e dal rettore del santuario Anton Bedencic. «La struttura dovrà essere riparata al più presto – il commento di Kosmina –. Contatteremo la Sovrintendenza, poi ci dovrà essere l’analisi tecnica di un perito, infine ci appelleremo agli uffici regionali per affrontare la spesa». Il crollo del tetto dell’ingresso principale al Tabor è avvenuto proprio a due settimane dalla festa che si tiene a Monrupino in occasione dell’assunzione di Maria e della festa del patrono San Rocco.

Allargando la panoramica al resto del territorio, il maggior numero di interventi dei vigili del fuoco si è reso necessario per la caduta di alberi, rami e di alcuni pali con diversi casi sulla statale 14 (la Costiera), ma anche in città (in particolare in via San Michele). Sono stati segnalati allagamenti e tombini “saltati” in diverse zone della città e in particolare a Valmaura, in via Sara Davis e nel rione di Giarizzole. In via Revoltella la forza dell’acqua ha causato un “sollevamento” del piano stradale con spaccature nella superficie asfaltata. Inoltre sono stati segnalati malfunzionamenti per alcuni impianti semaforici.

Oltre a numerosi sopralluoghi per tetti danneggiati dall’acqua, i vigili del fuoco sono intervenuti anche tra Molo Audace e Riva Tre Novembre per recuperare due imbarcazioni di cinque metri affondate a causa del maltempo. Impegnati i sommozzatori della squadra Nssa (Nucleo soccorso subacqueo acquatico), assistiti dal personale nautico del Porto vecchio. Utilizzati palloni gonfiabili e l’autogru.

Alle 14 di ieri oltre alla pioggia è arrivata sull’area urbana del capoluogo giuliano anche la grandine, che peraltro non ha causato danni. Il protrarsi del maltempo ha inevitabilmente reso necessaria la cancellazione della maggior parte degli eventi all’aperto previsti ieri, anzitutto per tutelare l’incolumità di pubblico e addetti ai lavori. Rinviato a data da destinarsi, dunque, l’atteso live dei Pinkover al castello di San Giusto.

Per oggi, intanto, la Protezione civile ha confermato l’allerta meteo: fin dalle prime ore della mattinata sono previsti temporali localmente forti e piogge molto intense. —





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