Pirogassificatore a Duino Oggi il vertice in Regione
La vicenda di carattere politico-ambientale legata al progetto di pirogassificatore alla Burgo ha riportato in primo piano, dopo un’estate che dal 27 giugno è trascorsa nell’assoluto silenzio, il caso industriale e sociale della Cartiera del Timavo, la vertenza più difficile del territorio triestino – al netto della Ferriera – con un centinaio di esuberi, ai quali fornire un destino diverso da quello della disoccupazione.
Oggi alle 15, nella sede regionale di via San Francesco, gli assessori Alessia Rosolen (Lavoro) e Sergio Emidio Bini (Attività produttive) incontreranno i rappresentanti del gruppo Burgo e della Cartiera di Ferrara, l’azienda emiliana guidata da Giulio Spinoglio, candidata a gestire la riconversione della “linea 2”: sul tavolo pesano rilevanti dossier di confronto, dall’investimento ambientale a quello industriale, il cronoprogramma degli interventi, il sempre più stringente conto alla rovescia degli ammortizzatori sociali finora utilizzati per attenuare il disagio occupazionale.
Bini si è detto fiducioso nel positivo esito di una partita che si gioca ormai dall’autunno 2015: la Regione ha ereditato la vertenza dai predecessori (Serracchiani e Bolzonello si erano occupati direttamente della Cartiera), che avevano coinvolto Friulia e avevano facilitato il rapporto con Invitalia, braccio operativo del ministero dello Sviluppo Economico (dove non siede più Carlo Calenda ma Luigi Di Maio).
Un domino decisivo quello che si sta disputando nello stabilimento di San Giovanni. Un aspetto va pregiudizialmente chiarito: l’investimento sul pirogassificatore verrà fatto da Spinoglio, non dalla Burgo, che, solo in quanto proprietaria dell’area e a titolo di supporto all’imprenditore monferrino trapiantato a Ferrara, ha avviato la richiesta di Valutazione d’impatto ambientale (Via) alla Regione. Dunque, i 6 milioni dell’impianto, quando si sarà esaurita la parte amministrativa, saranno la prima tranche dell’impegno duinese di Spinoglio. Il quale ha spiegato che il pirogassificatore è indispensabile per poi realizzare il progetto industriale vero e proprio: il passaggio dal “patinatino” editoriale ai tubi di cartone, con un investimento non inferiore ai 30 milioni di euro. Ma se non passa il pirogassificatore chiamato a eliminare gli scarti di produzione (il cui trasporto fuori da Duino viene ritenuto altamente diseconomico), Spinoglio non sbarcherà sulle rive del Timavo. Poiché quella dell’imprenditore è risultata in tre anni l’unica chance emersa per riconvertire la “linea 2”, è desumibile che, qualora Spinoglio dovesse dare forfait, l’ipotesi di reindustrializzare la fabbrica duinese andrebbe in malora. Allora il rischio sarebbe che, dopo la chiusura della “2”, anche per la “linea 3”, gestita da Burgo, la sorte sarebbe segnata. —
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