Più bassi gli affitti delle sedi: il Comune va in soccorso di 8 associazioni cittadine

Tre sodalizi hanno finalità sociali, cinque si occupano di cultura Una manovra dettata dalle difficoltà economiche legate al Covid-19 
Bumbaca Gorizia 06.03.2012 Sopralluogo Palazzina De Grazia - Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 06.03.2012 Sopralluogo Palazzina De Grazia - Fotografia di Pierluigi Bumbaca

L’iniziativa

Alex Pessotto

Una delibera della giunta si propone di sostenere alcune associazioni cittadine: nello specifico, quelle che, per svolgere le loro attività, occupano immobili di proprietà dell’amministrazione comunale.

In particolare, il provvedimento prevede l’abbattimento dei canoni di locazione/concessione a otto sodalizi goriziani: tre «con finalità prevalentemente sociali» (si legge nella delibera) e cinque «con finalità prevalentemente culturali e didattiche».

Appartengono alla prima categoria l’ente assistenziale e di promozione sociale “Capit”, l’associazione donne operate al seno “Andos”, l’associazione nazionale carabinieri (sezione di Gorizia), mentre, nella seconda, si trovano l’associazione di promozione sociale e culturale-scuola di musica “Casa delle Arti”, l’associazione di promozione della conoscenza del plurilinguismo “Kulturhäus Görz”, l’associazione culturale “Rodolfo Lipizer”, l’associazione di promozione della conoscenza dell’interculturalità “Euroafricando”, l’associazione naturalistica “Alvise Comel”.

Nel complesso, in base a questa delibera giuntale, il Comune rinuncia a ricevere canoni per 5. 606,58 euro. Il beneficio maggiore è per la “Casa delle Arti”, l’associazione di Claudio Pio Liviero, che, gestendo gli spazi di Palazzo De Grazia (via Oberdan), a lungo sede di quella che veniva definita “scuola di musica”, ottiene un abbattimento del canone di 1. 715 euro, anche in considerazione che le sue attività didattiche non hanno potuto riprendere. Ovviamente, poi, maggiore è il canone, maggiore è l’abbattimento.

«Il nostro è un atto di coerenza, che si inserisce all’interno di un disegno più ampio e che è dettato dalle difficoltà economiche legate al coronavirus – commenta il sindaco Rodolfo Ziberna –. Come ho invitato i proprietari delle abitazioni a dilazionare i canoni di locazione ai loro affittuari, sarebbe stato incoerente che l’amministrazione comunale non facesse lo stesso nei confronti di quanti non hanno potuto occupare le proprietà municipali per svolgere le loro attività. In fondo, è lo stesso principio della Tosap: che senso avrebbe avuto far pagare ai bar l’occupazione degli spazi pubblici se la legge pone loro forti limitazioni lavorative? In ogni caso, la decisione della giunta di abbattere i canoni di locazione/concessione che le associazioni versano al Comune perché usano i suoi spazi non è solo dettata da ragioni di coerenza, ma anche da un motivo di ordine, per così dire, pratico, concreto: chiedere al mondo culturale il versamento dei canoni avrebbe voluto dire penalizzarlo troppo, dopo che il Covid a danneggiarlo ha già provveduto enormemente».

Non è tutto. «Sempre per sostenere i sodalizi cittadini prevediamo poi un ulteriore intervento economico, indipendentemente dagli eventi che organizzeranno: ciò proprio per far sì che, in quanto momento difficile, delicato, tengano duro e sentano tutta la vicinanza della nostra amministrazione» aggiunge il primo cittadino, mettendo il dito nella piaga.

A breve si saprà quanto il Comune di Gorizia ha deciso di stanziare alle varie associazioni del territorio. Il timore, da parte di molti, è insomma che dopo le vacche grasse degli anni scorsi, il Covid imponga drastici tagli con tutte le conseguenze che sono facilmente immaginabili. —

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