Più Europa e meno sprechi per lavoro e assistenza

Eliminare gli sprechi e tagliare dove possibile per recuperare risorse da destinare a welfare e famiglie, sburocratizzare ed alleviare il peso fiscale sulle imprese, collegandole meglio al mondo della formazione, per rilanciare il lavoro e l'occupazione giovanile. Ricette tutto sommato abbastanza simili tra loro – ma non sempre convincenti per un pubblico a tratti insofferente -, quelle proposte ieri sera dai candidati alle elezioni regionali messi a confronto dalle Acli provinciali e dal moderatore Roberto Covaz, responsabile della redazione di Gorizia-Monfalcone de Il Piccolo. Dopo le relazioni della presidente provinciale Acli Silvia Paoletti e del presidente di Confartigianato Gorizia Ariano Medeot, il dibattito. Queste le posizioni, in estrema sintesi, degli undici candidati. Ales Waltritsch (Pd): «Bisogna cercare risorse in Europa, sfruttando i tanti finanziamenti Ue disponibili anche per il Welfare o per l’occupazione giovanile. Poi è necessario sburocratizzare il mondo del lavoro». Franco Zotti (Lega Nord): «Basta sprechi. Quanto guadagnano certi dirigenti pubblici e quante risorse spese a vuoto potrebbero essere destinate al sociale? Con la Macroregione del Nord, trattenendo il 75% delle tasse sul territorio, rilanceremo il lavoro». Fulvio Fantini (M5S): «Ci ridurremo del 75% le indennità e combatteremo gli sprechi. Per il lavoro in regione si può puntare sul turismo, ma ecologico e sostenibile». Alberto Bergamin (Cittadini per Serracchiani): «Collaborazione tra pubblico e privato per l’assistenza a famiglie e disabili. Poi va reintrodotto il reddito di cittadinanza e vanno promossi corsi di formazione professionale per i giovani». Rosalba De Biasi (Altra Regione): «Propongo un assessorato regionale alla disabilità, mentre per rilanciare il lavoro punto su sburocratizzazione e fiscalità di vantaggio». Anna Maria Cisint (Autonomia Responsabile per Tondo): «Sinergia tra istituzioni fondamentale nel campo del Welfare. Per le nuove generazioni sì ai patti generazionali e all’alternanza scuola lavoro che favoriscano l’inserimento lavorativo». Donatella Serafino (Idv): «Si prenda spunto dalle Case della Salute emiliane e si potenzi il volontariato in sanità. Per i giovani si promuova maggiore sinergia tra impresa e università». Marilka Korsic (Slovenska Skupnost): «Pensiamo ad interventi che sostengano l’occupazione e la famiglia assieme: un esempio potrebbe essere un centro di baby-sitting a disposizione dei cittadini. E non vanno trascurate attività primarie come l’agricoltura». Marzia Pauluzzi (Sel): «La burocrazia uccide l’impresa e mina l’occupazione. Le risorse, anche per il welfare, si possono trovare eliminando gli sprechi, come ad esempio il milione e mezzo di euro che la Regione darà al Comune per l’ascensore al Castello che nessuno vuole». Rodolfo Ziberna (Pdl): «Non ci si può nascondere: bisogna scegliere le priorità e sostenerle, anche a discapito di altro. Tra queste c’è l’assistenza. E per il lavoro imprescindibili fiscalità di vantaggio, sburocratizzazione e patti generazionali». Leonardo Zappalà (Udc): «La regione deve riformare in modo importante il sistema, e da lì recuperare le risorse per garantire assistenza ad anziani, disabili e famiglie. Ridurre il peso della burocrazia può invece aiutare le imprese ed il lavoro».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Piccolo








