Più pazienti da curare, i medici si dividono

Criticato il via libera della Fimmg all’ipotesi di far salire da 1.500 a 1.700 gli assistiti. Brovedani: «Così si peggiora il servizio»



Le ventilate nuove regole per i medici di famiglie, con l’ampliamento del numero massimo di assistiti da 1.500 a 1.700, innescano nuove reazioni contrarie da parte degli addetti ai lavori e approdano anche sui banchi del Consiglio regionale.

Sul caso del tetto dei mutuati per ciascun dottore, infatti, è stata depositata un’interrogazione al vicegovernatore Riccardo Riccardi da parte dell’esponente del Pd Roberto Cosolini. «La pandemia ha evidenziato la necessità di potenziare la medicina generale e quella territoriale - scrive Cosolini -. Un traguardo che si raggiunge anche affrontando fenomeni strutturali, come la carenza dei medici di famiglia e i numerosi pensionamenti attesi nei prossimi mesi e anni. La qualità dell'assistenza dev'essere tutelata e l'estensione del massimale da 1.500 a 1.700 pazienti per ogni medico di famiglia non è la soluzione, ma sembra invece un rincorrere modelli sanitari che in periodo di pandemia hanno dimostrato di non reggere, come il sistema lombardo dove l'aumento dei pazienti per ogni medico di medicina generale è di 300 unità». Sulla stessa linea la consigliere comunale dem Valentina Repini, che sollecita sul tema anche il Municipio. «I Comuni - afferma - devono farsi parte attiva, fornendo dei supporti per sopperire alla carenza di medici di base. Mettere a disposizione ambulatori gratuitamente potrebbe essere d'aiuto ai medici, affinché rimangano sul nostro territorio».

Come detto, però, la proposta avanzata da Asugi di estendere il numero di mutuati, anche per far fronte a pensionamenti e carenza di dottori sul territorio, ha innescato un’alzata di scudi anche da parte di medici. In molti infatti non hanno gradito l’apertura da parte del segretario della Fimmg, Francesco Franzin. Tra i contrari il medico Pierpaolo Brovedani. «In questo momento di pandemia, in cui il medico di famiglia è chiamato ad ulteriori prestazioni e a un maggior impegno di prossimità nei confronti dei propri pazienti, si rischia di ridurre la qualità delle cure e di esporre a maggior rischio il professionista stesso - afferma Brovedani -. Bisogna semmai aumentare le assunzioni e facilitare l’accesso dei neolaureati alla specialità di Medicina generale».

Contrari all’estensione dei tetto degli assistiti anche Rossana Giacaz, esponente della Cgil Funzione pubblica e Adriano Sincovich, del sindacato dei Pensionati. «L’idea di Asugi rappresenta un abbassamento dell’intervento qualitativo verso l’utenza, soprattutto ora che i medici sono oberati anche da altri impegni per il Covid - affermano i due esponenti sindacali -. Ed è giusto che questi ultimi rivendichino meno burocrazia. Si accelerino inoltre le assunzioni per il 2021». —



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