«Più sinergie per rilanciare il Collio»

CORMONS. Svolta, anche generazionale, nel mondo vitivinicolo goriziano. Robert Princic, 37 anni, è il nuovo Presidente del Consorzio tutela vini Collio e Carso. Eletti anche i due vicepresidenti: per la denominazione Carso Mirella Della Valle, dell’azienda Castelvecchio di Sagrado, e per il Collio Giordano Figheli, proprietario dell’omonima azienda, nonché direttore di Villa Russiz di Capriva. Lo ha deciso il consiglio di amministrazione del Consorzio, nato il 1° gennaio 2010 dalla fusione tra lo storico Consorzio tutela vini Collio (nato nel 1964) e il Consorzio vini Carso. In termini numerici sono circa 1400 ettari vitati in totale, di cui 900 ettari appartenenti ai soci, che sono 170 complessivi.
Robert Princic, titolare dell’azienda Gradis’ciutta sita a San Floriano del Collio, paese di cui è anche vicesindaco, raccoglie il testimone da Patrizia Felluga. «Il Consorzio è, da sempre, uno dei motori della zona – ha dichiarato -, punto di riferimento per noi vignaioli che rende questo organismo vivo con una filosofia comune, che è la qualità del prodotto e la valorizzazione del territorio nella dignità e nel rispetto del lavoro di ognuno». Princic ringrazia il consiglio e la presidente uscente ed il nuovo esecutivo che lo ha scelto, esprimendo la propria emozione per l’incarico appena assunto: «auspico un sempre maggior coinvolgimento da parte di tutti i protagonisti del mondo vitivinicolo, affinché diventino ambasciatori di questo meraviglioso territorio».
Una terra nella quale molti rapporti sono da ricucire, da un lato con quegli operatori del settore dell’accoglienza e con quei produttori, non solo di vino, che la precedente gestione aveva stoppato nell’utilizzo ritenuto improprio e inadeguato del nome e del marchio “Collio”, dall’altro con la maggioranza dei viticoltori del Carso che, pur non rappresentando l’estensione più grande della superficie a vigneto di quella Doc, erano fuoriusciti in massa. Un lavoro diplomatico quello che attende Robert Princic, ma al quale è già avvezzo, essendo un imprenditore giovane e determinato ma anche un abile politico, che sa, con le nuove norme “erga omnes”, di «dover tutelare le due denominazioni, trovando soluzioni che vadano a vantaggio di tutti e i cui benefici ricadano soprattutto sul territorio che giornalmente contribuiamo con la nostra fatica a mantenere e ad abbellire». Raggiunto telefonicamente mentre si stava recando a Vinitaly, a proposito della Doc Friuli, Princic ha ricordato che la decisione di rimanerne fuori è stata assembleare, anche se c’è sicuramente la necessità di un supporto regionale alle attività del Consorzio e non ci sono preclusioni e future aperture, qualora condivise.
Stefano Cosma
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