Più sottotetti e terrazze a vasca per rivitalizzare il centro storico

Varate le linee guida per il nuovo Piano particolareggiato. Obiettivo: smuovere investimenti nell’edilizia
Lasorte Trieste 22/07/19 - Cavana
Lasorte Trieste 22/07/19 - Cavana



Una Trieste panoramica. A Roberto Dipiazza s’accende lo sguardo mentre immagina terrazze illuminate sui palazzi delle Rive, dove ristorazione di qualità possa ammannire prelibatezze.

Cosa c’entra l’enogastronomia con la pianificazione territoriale? C’entra lateralmente, ma c’entra: perché la giunta comunale, dettando gli indirizzi sui quali impostare il Piano particolareggiato del centro storico, ha optato per alcuni criteri che cerchino di smuovere gli investimenti privati ridando un po’ di sprint al settore delle costruzioni.

Non è casuale che una delle indicazioni, riportate nella delibera illustrata dall’assessore Luisa Polli, suggerisca «la possibilità di eventuali trasformazioni dei tetti per il riutilizzo dei sottotetti e per la possibilità di realizzare terrazze a vasca». Un’apertura di gioco per motivare la proprietà immobiliare nel recuperare e riqualificare gli stabili, contando sulla possibilità di rendere abitabili i sottotetti e più appetibili gli enti dotandoli di una “vasca” esterna frequentabile.

La rivitalizzazione socio-economica e la «conservazione attiva» - insiste la delibera - passano anche attraverso «i gradi di trasformabilità degli edifici e di parti del tessuto urbano anche con l’insediamento di nuovi edifici e/o la sostituzione di edifici esistenti, purché di elevata qualità formale».

Certo, questo non significa automaticamente che i 1600 edifici censiti dal Comune nel centro storico si farciscano di piano-bar e ristorantini romantici: ci saranno le griglie normative e - soprattutto - il vaglio della Soprintendenza.

A dimostrare che il tema è attraente, a parlarne ieri pomeriggio in Salotto azzurro lo stesso sindaco e la Polli. Dopo la delibera, partirà il confronto con le categorie imprenditoriali e professionali, con le associazioni culturali rappresentative, che avrà come esito un pubblico dibattito. Insomma, dopo i progetti per piazza Sant’Antonio “referendati”, l’esecutivo comunale conferma una linea all’insegna dell’ascolto e del coinvolgimento. Quando questa fase sarà terminata e i suggerimenti recepiti, il Piano del centro storico, che comunque non potrà smentire i contenuti sovraordinati del Piano regolatore generale e del Piano paesaggistico regionale, sarà adottato. Quando? Dipiazza, Polli, Giulio Bernetti auspicano fine anno o immediato principio del 2020, ma preventivare un po’ più di tempo non sarà esercizio vano.

Il lavoro di analisi/aggiornamento del cosiddetto Piano Semerani risalente al periodo 1969-73, articolato in 32 allegati alla delibera, è stato svolto da una équipe comunale composta da Ezio Golini, Michele Grison, Manuela Parovel. Una ricognizione veramente molto ampia, basata su una schedatura edificio per edificio: in rassegna circa 230 stabili della cosiddetta “città murata” (tra il Teatro romano e l’asse Venezian-San Michele) e 207 isolati individuati nel Borgo Teresiano, Borgo Giuseppino, via Udine, parte del Borgo Franceschino, l’area tra via della Pietà e viale XX Settembre (senza l’Ospedale Maggiore). —



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