Plagiò e derubò l’amica: condannata in via definitiva la “vivandiera” di Barriera

TRIESTE. È stata condannata in via definitiva a due anni e sei mesi di reclusione per circonvenzione di incapace la 72enne Clara Metlikovec Frankfurter. Anche la Cassazione l’ha ritenuta colpevole di aver sottratto ad un amica, inducendola ad abusare di alcol e approfittando della sua debolezza psichica, oltre 210 mila euro. Così ha deciso dunque ll’altro giorno la Suprema Corte, dichiarando inammissibile il ricorso presentato da Metlikovec Frankfurter, confermando così la sentenza del 2017 della Corte d’Appello di Trieste.
Le indagini erano partite dopo la segnalazione dell’amministratore di sostegno della vittima della circonvenzione, difesa dall’avvocato Luca Maria Ferrucci. I fatti risalgono al periodo a cavallo all’inizio di questo decennio.
Una benestante residente nella zona di Largo Barriera, che dal 2005 aveva deciso di non uscire più di casa, si era affezionata via via alla premurosa Metlikovec Frankfurter, incaricandola di sbrigare alcune commissioni e di provvedere al rifornimento della sua dispensa, nonché all’acquisto delle sigarette. Insomma, la donna era diventata la sua “vivandiera”. E con questa scusa, forte di quell’impegno, si era fatta consegnare il bancomat della benestante, da cui quasi ogni giorno “succhiava” fino a 250 euro.
Si è anche intascata una polizza delle Generali per svariate decine di migliaia di euro, mentre un’altra polizza l’ha fatta intestare alla figlia.
A rendere “facile” il suo costante prelievo di denaro erano le fragilità della vittima.
Così, nelle borse che la “vivandiera” riempiva passando in rassegna gli scaffali dei supermercati, non mancavano mai bottiglie di vino e superalcolici, che andavano appunto ad alimentare nell’inconsapevole vittima uno stato di vulnerabilità e labilità psichica.
Uno stato del quale Metlikovec Frankfurter ha, insomma, «strumentalmente abusato» in serie, facendosi consegnare la carta bancomat con la quale effettuava i prelievi allo sportello, o ancora facendosi rilasciare assegni e versare bonifici. Dal 15 gennaio al 4 giugno 2012 Metlikovec aveva effettuato decine e decine di prelievi da 100 e 200 euro col bancomat della vittima. Ma le indagini hanno anche accertato che tra il 5 novembre 2010 e il 7 maggio 2012 la vittima aveva disposto a favore della donna una serie di bonifici per l’ammontare complessivo di quasi 66 mila euro. Non solo. A favore della “vivandiera” erano stati anche emessi assegni per oltre 110 mila euro fin dal 2008. Infine erano state effettuate ulteriori operazioni: beneficiaria sempre la “vivandiera”.
La versione di Metlikovec Frankfurter, che ha sostenuto di aver restituito tutte le somme direttamente o indirettamente alla vittima, alla fine non è stata ritenuta credibile.—
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