Platani storici di corso Italia sotto i raggi X Al via un nuovo censimento per tutelarli

Francesco Fain
Più di diecimila alberi. Di cui 4.300 costeggiano i viali della città, il resto sono inseriti nei parchi.
Gorizia, la “Nizza austriaca”, è una città molto verde, e questo richiede «un’attenzione particolare e sforzi notevoli», puntualizza l’assessore comunale all’Ambiente Francesco Del Sordi. A fare la parte del leone sono i tigli (ben 1.253), seguiti dagli aceri (863), i pini e i carpini (446 e 445), i cipressi (431) e i carpini (412). A connotare elegantemente Gorizia, però, ci sono anche molti alberi particolarmente belli e colorati come le magnolie (ben 211).
Numeri che emergono all’indomani di una giornata difficile per il verde urbano maltrattato dal forte vento, con diversi alberi finiti a terra quasi fossero birilli. Il caso che fa più discutere in città è quello di corso Italia dove un platano è crollato pesantemente a terra, sfiorando un’auto in sosta. Si è scoperto che era cavo, cioé bucato, all’interno. E così, sul web, sono scattate immediatamente prese di posizione e critiche contro il Comune, reo di non curare abbastanza l’immenso parco arboreo della città. Insomma, tutti sono diventati agronomi. All’improvviso.
«Una premessa è doverosa. Negli anni passati - spiega Del Sordi - abbiamo effettuato un censimento degli alberi del Comune: tutti sono stati analizzati da un agronomo forestale e, in base a questo monitoraggio, tutti hanno oggi una sorta di cartella clinica. Non romanzi, ma dieci righe per ogni esemplare che descrivono lo stato di salute delle piante. Questa documentazione è necessaria perché stabilisce le priorità, le manutenzioni e l’eventuale abbattimento nel caso non ci sia più nulla da fare».
C’è un altra premessa. Necessaria. «I viali alberati storici, come quello di corso Italia, hanno una tutela ulteriore rispetto alle altre piante: è di tipo paesaggistico con i vegetali che sono parificati, tanto per semplificare il concetto, ai lampioni storici o a una costruzione di pregio. Peraltro, i platani del corso hanno più di un secolo alle spalle». Perché, domenica, un esemplare è stato sventrato in due? «Sono alberi soggetti a potature e proprio le potature effettuate nel passato in maniera discutibile hanno causato carie interne», spiega Del Sordi. Che rivela anche un altro particolare. «Normalmente, ad agosto, quei platani perdevano le foglie anche a causa del cambiamento climatico. Quest’anno non è successo e gli alberi, compreso quello che è caduto in corso Italia, sono particolarmente rigogliosi. Qualcuno potrà dire: come mai aveva le foglie ed era cavo all’interno? Perché il vegetale caduto era sano, la parte vitale che porta la linfa è quella esterna».
Per avere un quadro aggiornato della situazione il Comune darà vita a un censimento dedicato, espressamente, ai platani del Corso. «Conoscere esattamente il tipo di piante presenti consente di programmare la manutenzione, la cura e la prevenzione fitosanitaria - puntualizza ancora Del Sordi - nonché pianificare la piantumazione di nuove essenze».
La verifica della stabilità degli alberi, in particolare, è fondamentale nel caso si verifichino improvvisi eventi meteorologici (come quello di domenica) che causino lo sradicamento o la rottura di rami. Tra le altre analisi tecniche previste con l’aggiornamento anche le modifiche e le implementazioni del software gestionale introdotto con l’ultimo censimento, la piattaforma informatica R3gis Trees che gestisce i dati qualitativi e quantitativi del verde comunale goriziano. —
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