Fuga dei 50 tori a Pocenia, recuperati gli ultimi animali: catturati con veterinari e paramotore

Per rintracciare gli ultimi 15 capi è stata sperimentata una tecnica mai utilizzata prima: un paramotore sorvolava gli oltre dieci ettari di coltivazioni e, via radio, guidava a terra i veterinari dell’Università di Udine

Francesca Artico
Uno dei tori fuggiti dall'azienda agricola. Foto Petrussi
Uno dei tori fuggiti dall'azienda agricola. Foto Petrussi

Con la cattura degli ultimi due animali, si è conclusa lunedì la fuga dei 50 tori, tra i quali anche vitelle di razza francese, che il 6 settembre erano fuggiti dall’Azienda agricola Fratelli Rabbiosi di via Venezia a Roveredo di Pocenia, rifugiandosi negli attigui campi di mais.

Pocenia, 50 tori scappano da un’azienda agricola: sono stati spaventati dai fuochi d’artificio
Uno dei tori fuggiti dall'azienda agricola. Foto Petrussi

La cattura degli ultimi 15 capi, i più impegnativi, è stata condotta con un'innovativa sinergia tra i veterinari dell'Università degli studi di Udine a terra e un paramotore in volo. Il comandante del velivolo, con all'attivo oltre 4 mila ore di volo, in collegamento radio, guidava i due sanitari attraverso il canneto, rendendo possibile la non semplice intercettazione per la sedazione dei bovini, effettuata utilizzando l'apposito lanciatore di dardi narcotizzanti. Una volta sedati e a terra, venivano caricati su appositi mezzi e portati di peso in stalla, evitando loro ulteriore stress e salvaguardando al massimo il benessere degli animali.

La cosa interessante, oltre alla cattura dei bovini, è stata la modalità con cui si è agito, superando la difficoltà oggettiva di individuare pochi capi disseminati in oltre 10 ettari di mais.

Si è trattato di un intervento mai utilizzato prima, che ha fatto seguito a un tentativo, tramite droni, di individuare il branco o il singolo animale, che si era “acclimatato” nei campi di mais, dove trovava cibo e acqua per sopravvivere. Un tentativo che, però, allungava i tempi di recupero a causa della poca autonomia del drone.

Pertanto si è deciso di percorrere questa strada e proprio l’ausilio del paramotore in volo permetteva l’individuazione, la sedazione da parte dei veterinari e il recupero in tempi stretti dei tori.

Ricordiamo che, secondo una prima ricostruzione dei fatti, la fuga degli animali sarebbe dovuta allo scoppio di alcuni fuochi d’artificio (in paese si stavano svolgendo alcune feste) che li avrebbero spaventati, inducendoli ad abbattere la recinzione e a scappare nella campagna circostante. A dare l’allarme sono state infatti alcune persone che stavano rientrando dalle feste e li hanno visti scappare a grande velocità, forse perché innervositi dagli scoppi, facendo intervenire non solo la Polizia locale intercomunale della Riviera friulana, ma, a supporto, anche quella di Rivignano Teor.

Tra la notte di sabato 6 e la giornata di domenica 7 settembre erano stati recuperati una ventina di capi, mentre altri nove erano stati recuperati in seguito (tre sono morti subito dopo la fuga); pertanto ne restavano liberi una quindicina: ora, tra il sollievo generale, gli animali sono rientrati in stalla. La pericolosa situazione aveva indotto la sindaca di Pocenia, Debora Furlan, a emettere un comunicato di allerta in cui si invitava tutta la cittadinanza a prestare la massima attenzione durante la circolazione sulle strade del territorio comunale, in particolare nelle zone interessate dalla possibile presenza di animali liberi sulla carreggiata. Va detto che la collaborazione di tutti è stata fondamentale per tutelare la sicurezza degli automobilisti e degli stessi animali: i primi per l’attenzione prestata, i secondi grazie alle segnalazioni effettuate.

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