«Pochi impiegati e senza sedie, quest’ufficio è un inferno»

Gli utenti delle Poste di Staranzano inviperiti: «Ci costringono a code interminabili Se gli addetti vanno in ferie si trovino sostituti. Intervenga il sindaco Marchesan»



«L’Ufficio postale di piazza Dante non funziona. Ora basta. Qualcuno intervenga per cambiare questo tipo di servizio che continua a offendere la gente». È la protesta di utenti inviperiti che non ne possono più di passare ore e ore di attesa, senza che nessuno dei responsabili intervenga per cambiare questo stato di fatto. «Sono circa 45 minuti che aspetto per ritirare una raccomandata – protesta una signora, portavoce anche ad altri – è assurdo e da non credere che in un paese piccolo come il nostro possano succedere queste cose. Sarà anche il periodo estivo, ma se qualcuno allo sportello è in ferie i responsabili devono trovare sostituti e non far pagare il disagio alle persone. Questo andazzo dura da tempo e la situazione è diventata insopportabile. Facciamo appello alle istituzioni e al sindaco Riccardo Marchesan affinché prenda a cuore il problema e contatti al più presto i responsabili per risolvere questo disservizio». In effetti negli ultimi tempi più di qualche staranzanese ha protestato sul funzionamento dell’ufficio postale per le lunghe e inspiegabili code che quotidianamente bisogna affrontare per espletare operazioni che una volta erano di normale amministrazione, essendo servizi importanti per il cittadino. Segnalazioni di disagio, sono arrivate di recente anche in redazione via email. «Ogni volta a Staranzano troviamo una novità. Da qualche mese – dice una donna – sono state eliminate anche diverse sedie, quindi bisogna attendere anche in piedi. Sono rimaste solo sei poltroncine, poche per diversi anziani e disabili che vanno ad esempio a ritirare la pensione, o di mamme che si portano dietro la carrozzina con il proprio bimbo. Tanti sono costretti ad attendere affollando il locale piuttosto angusto, oppure dopo aver preso il numero eliminacode aspettano fuori e sfidano la calura di questi giorni». Mercoledì ad esempio (ma la situazione si riscontra quotidianamente), alle 11 c’erano dentro almeno 25 persone in attesa, tutti in piedi naturalmente, a malapena si entrava nell’ufficio ed era in funzione solo uno sportello. Una seconda impiegata era impegnata alla gestione dei pacchi e appena poteva apriva un altro sportello. Poi c’era un impiegato in uno studio a vetri: non era operativo con il pubblico ma solo incaricato di operazioni finanziarie. «Ovviamente – spiega un signore – se devi chiedere qualche informazione allo sportello non ti rispondono neanche per non perdere tempo. Tutto va a rilento, quindi, perché le Poste per adeguarsi ai tempi, sono diventate anche banca, fanno conti correnti, investimenti, poste mobili e offerte varie. Ma in un paese come il nostro, Staranzano, non è concepibile avere una situazione del genere. Vogliamo un ufficio postale. Oggi è diventata un’impresa spedire o ritirare un pacco o una raccomandata. C’è qualcosa da rivedere per far funzionare meglio l’ufficio. Si aprano tutti gli sportelli quando c’è tanta gente». —



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