Pola, dopo i licenziamenti al Cantiere Scoglio Olivi arriva l’ingiunzione: «Mensa da pagare»

Lettere inviate a centinaia di operai: il costo dei pasti va saldato entro otto giorni, pena il pignoramento dei beni

POLA Il danno e la beffa. A esserne colpiti sono gli ormai ex dipendenti del cantiere navale Scoglio Olivi, per il quale lo scorso maggio è stato avviato l’iter fallimentare. Ebbene, non solo gli operai non hanno percepito lo stipendio per il periodo di un anno durante il quale hanno lavorato a singhiozzo, tra scioperi e astensioni varie mentre si consumava l’agonia dello stabilimento, comunque presentandosi ogni giorno al loro posto.. Nei giorni scorsi il postino ha recapitato nelle case degli operai - licenziati dopo l’avvio del fallimento - le ingiunzioni di pagamento per i pasti consumati in quel periodo nella mensa aziendale: pagamento da onorare entro 8 giorni, pena il pignoramento dei beni.

Le lettere sono state spedite dalla Uljanik Standard - l'unica società del Gruppo Uljanik risparmiata dalla bancarotta - che normalmente si occupa di ristorazione, commercio, affari abitativi, turismo e sport e che è riuscita a mantenere la solvenza del proprio conto. Visto il caso che ne è seguito, il direttore di Uljanik Standard Kazimir Pavletić ha attenuato i toni dichiarando alla stampa che gli avvisi di pagamento sono stati inoltrati per spingere i cantierini a farsi avanti e concordare le modalità di pagamento, a rate o saldando il conto con un versamento unico.

In concreto, il costo del pasto aziendale era di 3,6 euro, di cui 1,4 a carico del datore di lavoro mentre il resto veniva sborsato dai dipendenti stessi. Non tutti fruivano della mensa interna: buona parte si portava il pasto da casa, cosicché si calcola che su un totale di 1200 persone rimaste senza lavoro in seguito all’avvio dell’iter fallimentare siano circa 800 quelle che hanno ricevuto l'ingiunzione di pagamento. Tra questi c’è David Sarac, con un debito di 180 euro: «Vivo con il papà che mi ha mantenuto per tutto il tempo in cui non ricevevo lo stipendio - ha raccontato - e quello consumato in azienda era il mio unico pasto caldo giornaliero». L’avviso è stato spedito anche all’indirizzo di dipendenti nel frattempo deceduti: la vedova di uno di essi ha ricevuto un avviso di pagamento di 11 euro.

L'ex componente del Comitato di sorveglianza Samir Hadzić ha parlato di teatrino dell'assurdo, precisando però che «situazioni del genere in Croazia ormai rientrano nella normalità». Dal canto suo il leader del sindacato adriatico Boris Cerovac ha invitato i cantierini raggiunti dall'ingiunzione a recarsi da Kazimir Pavletic e a tentare di appianare il problema per via amichevole. Qualcuno ha chiamato in causa la Città, ma il sindaco Boris Miletić ha tenuto a precisare di non potere fare nulla, non essendo socio fondatore di Uljanik Standard: «È inconcepibile - ha detto Miletić - che la società pretenda il pagamento del pasto aziendale che in passato veniva onorato con la relativa trattenuta mensile sullo stipendio. Stipendio non versato». —

P.R.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

Argomenti:istriaeconomia

Riproduzione riservata © Il Piccolo