Pola, il nuovo progetto per il Centro islamico riaccende le proteste

Dopo due bocciature, la Comunità ha acquistato un terreno I residenti alzano la voce, nel mirino anche il sindaco

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Si ritorna a parlare del nuovo Centro culturale islamico a Pola: un progetto da almeno un decennio in attesa di decollare ma finora rimasto sempre nel cassetto, pur contando sulla disponibilità - almeno sulla carta - dell’amministrazione municipale in mano alla Dieta democratica istriana (Ddi). Dopo che i due precedenti tentativi erano andati a vuoto per proteste e anche per ricorsi presentati da residenti, si sta assistendo ora a una analoga situazione. Nel 2015 ad alzare aspramente la voce erano stati gli abitanti di Valmade, contrari a veder nascere la struttura nel proprio rione. Adesso a protestare - soprattutto dopo i recenti fatti di Vienna - sono i residenti del sobborgo di Busoler: in questa zona infatti la Comunità islamica di Pola ha acquistato un terreno di 17.000 metri quadrati sul quale costruire il Centro. E ad annunciare il ritorno all’attualità del progetto è stato il sindaco Boris Miletić. Tra i più accesi oppositori figura il presidente del Comitato rionale Danijel Deković, anch’egli dietino: posizione che apre una crepa sul tema all’interno del partito al potere a Pola.

La scintilla che ha innescato quella che sta diventando una vera e propria sollevazione popolare tra i residenti è che della costruzione del Centro islamico i residenti stessi sono venuti a conoscenza solo dalla stampa: da qui le accuse di mancanza di dibattito pubblico su un capitolo divenuto «fatto compiuto». Ma si dicono colti di sorpresa dall’annuncio dato dal sindaco Miletić anche i leader degli schieramenti politici all’opposizione in città: anche in questo caso, se c’è chi non si dice contrario al piano, invocando i valori della multiculturalità e della convivenza fortemente radicati a Pola e in tutta l’Istria, tutti puntano il dito contro il primo cittadino accusato di mancata comunicazione e scarsa trasparenza. Circola anche l’indiscrezione secondo la quale la Ddi, visto il calo di popolarità in città, starebbe correndo ai ripari in vista delle elezioni locali della primavera prossima rivolgendo l’attenzione anche proprio alla Comunità islamica, che a sua volta chiederebbe il via libera al progetto dopo avere per tanti anni appoggiato il partito regionalista. Secondo l’ultimo censimento, i cittadini di fede musulmana a Pola sono circa duemila, cifra che sale a quattromila se si considerino i residenti nelle vicine località di Medolino e Dignano, e di Rovigno.

Il progetto del Centro era a un passo dal diventare realtà già nel 2011, con la ristrutturazione e l’ampliamento di una villa nel centro cittadino abitata fino agli anni Ottanta dello scorso secolo. L'operazione era poi saltata per il ricorso presentato da un vicino di casa. La villa comunque appartiene alla Comunità islamica che la utilizza come luogo di preghiera, ma viene ritenuta insufficiente per il fabbisogno della Comunità stessa. —



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