«Devo rispondere in questa lingua strana?», polemica sull’assessore Bertoli contro lo sloveno
Le parole del leghista lunedì durante la seduta dei consigli di circoscrizione, secondo quanto riportato dalle opposizioni. La replica: «Non l’ho mai detto»

«Non dovrò mica rispondere anch’io in questa lingua strana?». Queste le parole dell’assessore leghista al Bilancio, Everest Bertoli, attribuitegli dall’opposizione, che stanno scatenando una polemica.
Il riferimento di Bertoli era alla lingua slovena, nel corso della seduta congiunta dei consigli di circoscrizione tenutasi lunedì pomeriggio nella sala Luttazzi. «Parlo in italiano e chi capisce mi comprenderà» aveva - secondo alcuni esponenti delle opposizioni -riportato prima Bertoli, che però smentisce.
Immediate le reazioni dell’opposizione. «Ancora una volta l’assessore ha avuto un comportamento irrispettoso, offensivo e discriminatorio nei confronti della minoranza slovena», ha affermato Carlo de Donato, coordinatore dei consiglieri circoscrizionali Pd. «Si tratta di un grave atteggiamento discriminatorio e provocatorio verso la minoranza slovena da parte dell’assessore», ha denunciato de Donato.
«Un’uscita grave e inaccettabile in una città cosmopolita come Trieste, dove la comunità slovena è parte integrante della storia e dell’identità del territorio», ha attaccato Paolo Menis, coordinatore provinciale del Movimento 5 stelle.
Il consigliere circoscrizionale del M5s Walter Gaspari lunedì ha abbandonato l’aula, seguito da altri consiglieri, come gesto di protesta.
«Abbiamo assistito all’ennesimo, vergognoso, teatrino che l’assessore Bertoli inscena quando si trova di fronte alla lingua slovena – così Liliana Marchi, capogruppo di Adesso Trieste in III circoscrizione –. Era già successo, mesi fa, in Municipio, durante una seduta congiunta delle circoscrizione e l’ha ripetuto ieri sera (lunedì, ndr) in sala Luttazzi del magazzino 26. Niente, lo sloveno non gli va giù!».
La replica di Bertoli
Nel pomeriggio è arrivata la replica dell’assessore Bertoli. «Se fossimo su scherzi a parte ci sarebbe da ridere, invece viene da piangere, e sinceramente mi dispiace e sono imbarazzato per loro. Vedere consiglieri circoscrizionali di opposizione inventarsi di sana pianta e attribuire al sottoscritto affermazioni mai fatte, solo per una esigenza di visibilità e vile propaganda dato che non hanno nè argomenti né sono in grado di formulare proposte per la città, è veramente triste. Mi dà, invece, l’opportunità, come i presenti alla riunione sanno, di poter tranquillamente affermare che ciò che mi è stato attribuito non è mai stato detto ed anzi che ho chiesto alla traduttrice, proprio per rispetto nei confronti del consigliere che evidentemente non conosce bene l’italiano, se era in grado di poter tradurre il mio intervento dall’italiano allo sloveno, così da agevolare il consigliere in questione. Ho anche assicurato la traduttrice che avrei parlato in italiano e non in altra lingua “strana” che avrebbe potuto non conoscere. I consiglieri che mi hanno attribuito frasi mai pronunciate farebbero bene a scusarsi con i cittadini per la propria falsità e inettitudine».
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