Politica e pecora Dolly: l’intervento di Pin fa infuriare i Pensionati
Al giro di boa della mezza sessione di Consiglio, martedì, c’è stato il tempo di disquisire anche su ideologia e politica. Ma è finita che qualcuno si è offeso, a causa di paragoni interpretati come poco felici, per nulla azzeccati. Preambolo: il sindaco aveva sostenuto che la politica, o meglio l’ideologia, rovina le opportunità. Si riferiva al caso scuole. Quando è stata la volta di Gualtiero Pin (M5S), dopo una critica al «Vasco-fiasco» in tema ambientale, ha chiuso con una serie di considerazioni: «La politica è ideologia? Certo, idea e luce. Ben venga che abbiamo della luce fra noi e non siamo al buio». «La vera politica – sempre Pin – è collettiva». Poi si è addentrato nelle liti tra Fi e il partito del sindaco. «La Lega ha espresso che ci sono dei dissidi interni. Meno male – ha sottolineato il pentastellato –, vuol dire che esiste ancora la libertà di espressione e che non tutti sono stati clonati». L’operazione «non ha avuto esito». Cioè «qualcuno si è tirato fuori, non lo ha accettato la clonazione della maggioranza e ha fatto bene». «Perché – ha proseguito Pin – vi ricordate cosa è successo alla pecora Dolly quando è stata clonata? Non fatevi clonare». Apriti cielo a centrodestra. «È ovvio che ognuno pensa con la propria testa e avanza le sue proposte. Non siamo pecore qua», così Suzana Kulier del Gruppo misto.
L’intervento più forte è stato però quello dei Pensionati con Antonio de Lieto: «Quando lei, consigliere Pin, sostiene che solo Nicoli non è stato clonato, praticamente dice che tutto il resto della maggioranza, me compreso perché ne faccio parte, lo è. Io non glielo permetto. Lei non mi può paragonare a una pecora, perché io non lo sono mai stato nella mia vita». «Ragiono con la mia testa – ha aggiunto – e non permetto a nessuno di estorcere un qualcosa che non condivido. Non ho mai avuto paura di nessuno e non ne avrò mai». «Forse le pecore albergano in qualche estrazione politica diversa, non in questa maggioranza, e forse proprio nella sua». «In futuro – ha concluso – stia attento a non offendere le persone. Perché lei mi ha offeso. Per me è finita qua e non voglio nemmeno le sue scuse». –
TI. CA.
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