Polo: «L’Isola vuole potere contrattuale con la Regione»

Secondo l’assessore al turismo le Terme bisogna realizzarle e questo non deve dipendere dal colore politico di una giunta o del governo del Fvg 

GRADO

«Le Terme si faranno, perché la Regione le deve alla comunità di Grado, non perché la Giunta ha questo o quel colore politico». Così la replica alla nota del centrodestra e di Kovatsch del vice sindaco e assessore al Turismo, alle Attività Produttive e allo Sport, Matteo Polo. Lo steso vice sindaco aggiunge che per il momento «ci accontentiamo di aver acceso i riflettori sulla parte dell’accordo che voleva demolire la Git spa senza uno straccio di visione sul futuro della spiaggia e sulla gestione delle terme e su questo terremo alta la guardia». In più Matteo Polo afferma che fintanto che ci sarà l’attuale governo comunale, accordi sottotraccia e contro gli interessi dei gradesi non se ne faranno più. Questa una parte della replica. L’altra evidentemente critica, è diretta invece a Claudio Kovatsch che potrebbe essere un prossimo candidato sindaco.

«Kovatsch – dice Matteo Polo – è l’uomo messo dalla Regione come commissario, poi candidato sindaco nel 2016. Nel frattempo è cambiata la guida politica del Fvg, a Serracchiani è succeduto Fedriga, ma l’uomo di riferimento della Regione a Grado è sempre lo stesso. A noi questi giochi non piacciono». Ciò che Matteo Polo dice di voler volere utilizzando sempre il noi, cioè esprimendo sempre il pensiero dell’attuale giunta comunale, è «una Grado libera e con più potere contrattuale nei confronti della Regione. Una Grado più forte e autonoma». Botta e risposta, dunque, in quella che è una campagna elettorale lanciata da tempo ma che possiamo dire partita ufficialmente ancora ad agosto quando l’attuale sindaco Dario Raugna ha ufficializzato la sua candidatura con una coalizione che oltre alle liste che compongono oggi la maggioranza vede presente anche il Pd locale. —

AN. BO.

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