Pompe funebri “sfrattate” e il Comune paga 30mila euro

È il canone d’affitto annuale fino al 2018 per un locale davanti al San Polo Nicoli (Pdl): alla faccia dei risparmi. Martinelli: dobbiamo stare sul mercato
Di Laura Borsani
Bonaventura Monfalcone-29.04.2013 Via Galvani, 124-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-29.04.2013 Via Galvani, 124-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura

Anche la morte ha il suo prezzo. Ora ci si mette la Regione che, con la normativa numero 12 del 2011, ha imposto lo “sfratto” alle pompe funebri comunali dall’attuale sito del cimitero. Per l’ente locale l’operazione-trasloco comporterà un esborso di oltre 180mila euro. I conti sono presto fatti: circa 2.500 euro di affitto mensile per l’immobile individuato, proprio di fronte all’ospedale di San Polo, a fronte di un contratto di 6 anni, a partire dal 26 novembre prossimo e fino al 2018. Importo complessivo, quasi 173mila euro. Nel computo vanno aggiunte le spese di manutenzione straordinaria del sito commerciale, per circa 11mila euro. Il locale è situato in via Galvani 124, nell’ambito della nuova palazzina di fronte al San Polo. Si tratta di 150 metri quadrati, dotati di impianto di climatizzazione, riscaldamento autonomo, parcheggio. Sono quasi 30mila euro l’anno d’affitto, oltre agli 11mila euro necessari per il completamento e l’adeguamento dell’impianto elettrico, importo per il quale l’ente locale ha spuntato il 14,26% di ribasso. Il tutto è frutto del contratto stipulato dal Comune con la proprietà, la ditta Omega Duemila Srl di Cervignano. Un provvedimento ormai definito, avendo la giunta dato il via libera alla relativa determinazione dirigenziale, nell’ottobre 2012. Una spesa necessaria? Sicuramente congrua secondo il Comune, volendo dare continuità al servizio rimanendo sul mercato nell’affrontare un’agguerrita concorrenza. Lo confermano anche all’agenzia Alfa Immobiliare di via Duca d’Aosta: il prezzo è commisurato all’ottima posizione del locale, tenendo anche conto delle specifiche esigenze.

Una scelta, tuttavia, che soprattutto di questi tempi, ha sollevato critiche e perplessità. Il consigliere del Pdl, Giuseppe Nicoli, sta preparando un “question-time” volendo avere chiarimenti in aula: «Ci si chiede cosa faccia l’amministrazione rispetto al risparmio della spesa pubblica. Sborsare quasi 30mila euro l’anno d’affitto ha il sapore di uno schiaffo ad una politica di economia, necessaria peraltro in questi tempi così difficili. Sono soldi che potrebbero essere dirottati in ben altre emergenze. Mi chiedo se il Comune non abbia a disposizione immobili di proprietà per ricavare uno spazio per l’Agenzia di pompe funebri. Vorrei capire - conclude - la sostenibilità economica di questa operazione e il significato di una scelta che andrà a impegnare l’amministrazione fino al 2018, quindi ben oltre la scadenza dell’attuale legislatura».

La valutazione del valore d’affitto, viene spiegato nella determinazione dirigenziale, ha tenuto conto del rendimento sugli investimenti immobiliari, facendo riferimento al contratto di compravendita tra privati del 2009 e prendendo in considerazione il prezzo per la vendita. Ma era proprio così necessario affrontare questa spesa? L’assessore alle Finanze, Francesco Martinelli, osserva: «Si tratta di un servizio a domanda individuale messo a reddito. Abbiamo deciso di mantenere l’Agenzia di pompe funebri che gioca un ruolo calmieratore delle tariffe, a favore dei cittadini. La legge regionale impone determinate condizioni e le valutazioni a questo punto sono state di carattere essenzialmente economico dovendo misurarci con la concorrenza del mercato. Solo con uno spazio adeguato, posto proprio davanti all’ospedale, sarà possibile garantire la redditività del servizio. L’alternativa sarebbe stato l’immobile comunale da ristrutturare in via Vecelio, non certo a due passi dall’ospedale».

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