Ponte di Sabbioncello, in arrivo l’ultimo dei dodici maxi piloni

Ritardo causato dal virus, opera pronta a fine 2021. Ma per le nuove vie d’accesso si dovrà attendere

/ ZARA

Il ritardo ci sarà, anche se risulterà contenuto nell'ordine di un paio di mesi. La pandemia di Coronavirus ha complicato un po’ il lavoro alle maestranze della China Road And Bridge Corporation che stanno realizzando il gigantesco ponte di Sabbioncello (Pelješac), nella Dalmazia meridionale: la struttura avrebbe dovuto essere inaugurata nel luglio dell'anno prossimo, mentre invece si prevede sarà percorribile a partire dallo scorcio finale del 2021. Lo ha confermato Josip Škorić, direttore dell'azienda pubblica investitrice del progetto, le Hrvatske ceste (Strade croate), sottolineando che a breve si entrerà nei dodici mesi finali di cantiere. «I lavori, a parte qualche battuta d’arresto provocata dal virus, soprattutto in Cina – è quanto ha dichiarato Škorić – stanno procedendo bene e tra breve posizioneremo l’ultimo pilone su cui verrà sistemato il piano stradale, lungo 2 chilometri e 400 metri», dopo gli altri undici che «hanno modificato vistosamente l’aspetto del canale del fiume Narenta».

Su alcuni di questi piloni si lavora già a sistemare le parti di acciaio della futura carreggiata. Come noto, il ponte unirà la località di Komarna, sul versante narentano e Brijesta, abitato della penisola di Sabbioncello, permettendo di scavalcare il territorio di Neum, l’unico sbocco al mare della Bosnia-Erzegovina.

In pratica, la versione croata del ponte di Messina - così viene definito il ponte di Sabbioncello - consentirà alla porzione sud della Dalmazia di ricollegarsi direttamente al resto della Croazia, con ricadute positive per tutta l’area. Ne sono straconvinti le autorità della Contea raguseo–narentana e specialmente gli operatori turistici e i ristoratori di Sabbioncello. Il ponte, sostengono, costituirà un’eccezionale opportunità di sviluppo per le aree centrali e orientali della penisola, dove solo la sua costa occidentale presenta strutture turistiche all’altezza e tutto quanto ne consegue.

In questo momento nel cantiere del ponte sono al lavoro 690 addetti, in gran parte cinesi: l’appalto è stato appunto affidato alla China Road And Bridge Corporation, che costruirà il megaponte per la cifra di 2 miliardi e 80 milioni di kune, pari a circa 275 milioni di euro, con il contributo dell’Unione europea che ha finanziato a fondo perduto l’85% dell’investimento.

«Nel mese in corso – ha aggiunto Škorić – è previsto che arrivi dalle fabbriche in Cina il terzo carico di sezioni d’acciaio, necessarie all’apprestamento della campata centrale».

Resta però tuttora il problema rappresentato dalle due strade d’accesso al ponte, che non verranno ultimate - come era invece previsto - contemporaneamente all’inaugurazione dell’infrastruttura. La conferma è arrivata dallo stesso Škorić, cheha sottolineato che si dovrà pertanto modificare la documentazione progettuale per poter arrivare alla costruzione dello snodo stradale di Brijesta. Il raccordo consentirà al ponte – subito dopo l’apertura dello stesso - di venire collegato all’attuale strada principale della penisola, soluzione che sarà però provvisoria, attuata dunque per garantire alla struttura l’immediata percorribilità in attesa della realizzazione delle due arterie.

Le strade d’accesso vere e proprie infatti dovrebbero diventare realtà non oltre il mese di giugno del 2022. Si tratta della Duboka – Sparagovici/Zaradeže, affidata all’austriaca Strabag e della Zaradeže–Prapratno-Doli, costruita dalla greca Avax, che ha pure l'obbligo di realizzare la circonvallazione di Stagno.—

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