Porto di Trieste, sequestrati 22 chili di oppio: erano nascosti in un tir

TRIESTE Sequestrati, nel porto di Trieste, 22,6 chilogrammi di oppio: la sostanza stupefacente era abilmente occultata nel doppiofondo di un autoarticolato con targa iraniana.
A fare la scoperta, che risale ai giorni scorsi ed è stata comunicata venerdì 14 aprile, i militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza, personale della Polizia di Frontiera Marittima di Trieste e funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Attraverso un proficuo scambio info-operativo tra tutte le forze in campo, a seguito dell’attività info-investigativa effettuata dalle stesse, si è convenuto che l’autoarticolato iraniano, proveniente dal porto turco di Pendik, dovesse essere vincolato allo sbarco ed oggetto di più approfonditi accertamenti.
Pertanto, gli operatori della Guardia di Finanza, della Polizia di Frontiera Marittima e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno proceduto ad una congiunta e approfondita ispezione del mezzo. In un primo momento, l’analisi della merce costituente il carico ha dato esito negativo. Solo un attento esame della motrice ha reso possibile l’individuazione di un doppiofondo ricavato nel vano marmitta contenente l’oppio.
A seguito delle attività di polizia giudiziaria espletate, sia l’autoarticolato che la droga celata al suo interno sono stati sottoposti a sequestro penale.
Sono attualmente in corso attività d’indagine, coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica Massimo De Bortoli, finalizzate all’individuazione dei soggetti coinvolti nella vicenda.
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