Porto Vecchio: aziende e Nautico nel magazzino 26
A giugno le prime concessioni. Spazi anche per il Distretto navalmeccanico e l’Accademia del mare
L’Istituto Nautico, l’Accademia del mare, il Distretto della nautica, quattro studi professionali di ingegneria e di architettura navale, due aziende per la produzione di allestimenti e di forniture per yacht. Saranno questi i primi nuovi concessionari del Porto Vecchio e troveranno spazio nel magazzino 26, il più grande vecchio silos portuale d’Europa.
«Abbiamo deciso di partire da qui per riqualificare anche con insediamenti di portualità allargata la parte vecchia dello scalo», ha annunciato ieri Martino Conticelli, segretario generale dell’Autorità portuale aprendo per la prima volta, per una visita nel cantiere, le porte del magazzino 26, l’edificio monumentale ancora in gran parte ingabbiato, perfettamente visibile oltre il recinto portuale anche transitando lungo viale Miramare». I lavori esterni si concluderanno tra settembre e ottobre mentre la spesa sta raggiungendo i 15 milioni di euro. Gli spazi a disposizione sono enormi: oltre 32 mila metri quadrati suddivisi su quattro livelli, oltre allo scantinato. Secondo quanto informa Luigi Rovelli, amministratore delegato della società Portovecchio di proprietà al 100 per cento dell’Authority, il Nautico ha chiesto uno spazio molto ampio: 10 mila metri quadrati. Così come nel caso dell’istituto superiore, la Provincia ha poi presentato anche la richiesta di uno spazio di 5 mila metri quadrati per l’Accademia del mare sede di corsi post-diploma per professionisti della navigazione.
La Regione invece deve ancora quantificare la richiesta relativa alla direzione del Distretto per la nautica da diporto e la navalmeccanica. Delle due aziende catalogabili nel settore artigianale di servizi, una ha mire molto ambiziose, richiedendo spazi per 7 mila metri quadrati, mentre le necessità dell’altra si ferma a 2 mila metri quadrati. Le rispettive aree comprenderanno sia gli spazi riservati alla produzione di allestimenti e forniture per yacht e alla possibilità di eseguire riparazioni sulle imbarcazioni, che gli uffici. Infine, a moduli più ridotti, comprensi tra i 300 e i 400 metri quadrati, aspirano i quattro studi professionari di ingegneria e architettura navale. «In tutti questi casi - specifica Rovelli - sono già state avanzate delle concrete manifestazioni di interesse e tutte provengono dal territorio nazionale».
È probabile che questa che viene prospettata oggi sarà la sistemazione definitiva del Magazzino 26 anche se è ancora possibile qualche colpo di scena che potrebbe trasformarlo in extremis almeno parzialmente in un grande centro direzionale per ospitare amministrazioni o enti di particolari rilievo e dimensioni. Recentemente vi sarebbe stata, tra le altre, la visita di dirigenti dell’Insiel. «A giugno nel cominciare a vagliare le manifestazioni di interesse - annuncia Conticelli - partiremo proprio dal magazzino 26 dove i lavori in corso termineranno tra settembre e ottobre. Bisognerà fare la pubblicazione delle offerte, ma i tempi per l’assegnazione potrebbero essere abbastanza rapide. Spetterà al concessionario fare poi i lavori interni e adattare la strutture alle proprie esigenze. Le spese sostenute serviranno per contrattare un abbattimento dei canoni di concessione».
Prima di giugno, come ribadisce Rovelli, l’antico scalo triestino che costituisce uno dei più prestigiosi waterfront da riqualificare d’Europa, verrà comunque pubblicizzato ancora in due importanti rassegne internazionali: a marzo a Cannes assieme al Parco del mare e a maggio a Milano. I lavori di riqualificazione esterna di questo enorme silos (ha un fronte di 244 metri) che venne ultimato nel 1893, avevano subito un lungo stop soprattutto a seguito di una serie di rilievi fatti dalla Sovrintendenza che hanno portato alla necessità di una variante in corso d’opera. I costi sono lievitati fino a 15 milioni di euro, anche perché è stato fatto uno scrupoloso recupero filologico che ha portato anche alla conservazione dei gruppi idrodinamici, di alcuni vecchi serramenti e delle centinaia di colonne alcune delle quali ornate da preziosi capitelli.
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