Porto vecchio, nuove tariffe per gli “ospiti”

Il Comune avvia la revisione dei canoni di concessione alle realtà presenti nell’area dell’antico scalo, dall’Irci alla Trimpare
Di Massimo Greco

Affrontare la questione-concessionari: è una delle numerose incombenze che toccano al Comune nel subentrare all’Autorità portuale nelle competenze di Porto Vecchio. I concessionari non sono molti, una quindicina circa, di peso assai variabile: si va dall’armamento, come nel caso di Tripmare, alla gestione dei parcheggi, come nel caso di TpT. Si va da un utility come AcegasApsAmga fino all’utenza “sociale”: per esempio il magazzino 18, che è gestito dall’Irci e che contiene le masserizie degli esuli istriani, o i depositi di associazioni benefiche o le sedi di sindacati e di cooperative. Capitolo a parte le grandi “grane” come il dossier Greensisam.

Al netto della vicenda Greensisam e del calcolo in corso sulla partita TpT, l’incasso preventivabile dai canoni si aggira sui 100 mila euro, con una punta massima di 30 mila euro ma con molti canoni da poche migliaia di euro.

Il fascicolo è nelle mani dell’assessore Lorenzo Giorgi, che l’altro giorno si è visto con il responsabile dell’Area contratti Walter Cossutta per fare il punto della situazione. L’amministrazione comunale preparerà un tariffario apposito per Porto Vecchio e conta di approntarlo prima dell’estate: «Apposito - spiega Giorgi - perchè non possiamo applicare in automatico i parametri comunali. Sarebbero troppo alti e metteremmo in difficoltà i concessionari che pagano i canoni fissati dall’Autorità portuale. Il Porto Vecchio è una realtà a sè stante, con differenze giuridiche che vanno regolamentate a parte».

Giorgi ha incontrato i titolari di concessioni in Porto Vecchio e li ha rassicurati: «Il Comune non butta fuori alcuno, abbiamo garantito la continuazione del rapporto. C’è un’attenzione di carattere sociale alla quale non verremo meno». Quindi l’orientamento è quello di non differenziare troppo i canoni da quelli attualmente corrisposti.

Anche perchè il Municipio sta gradualmente prendendo coscienza del patrimonio trasferito dall’Autorità: dall’inizio dell’anno operano tre professionisti esterni con l’incarico di “fotografare” le condizioni di stabili, magazzini, ecc. che adesso sono nelle disponibilità comunali. Si tratta del cosiddetto “stato di consistenza”, che implica la valutazione di ogni manufatto passato da un’amministrazione all’altra. Il Comune ha appostato 76.318 euro per le parcelle dei tecnici. L’area di Porto Vecchio è stata suddivisa in tre lotti e l’appalto prevede la verifica di agibilità sintetica/vulnerabilità degli immobili: insomma il Comune cerca di comprendere l’effettiva situazione di quanto ora deve gestire (con relative responsabilità).

Intanto, lo stesso Cossutta ha provveduto con una recente determina, a modificare il contratto stipulato nell’aprile 2016 tra il Comune e l’advisor Ernst&Young, incaricato del piano strategico per la valorizzazione del Porto Vecchio. Viene prevista un’integrazione alla fase II e in particolare alle linee guida per la redazione del documento strategico - riporta l’atto - e si decide una proroga di 90 giorni per consentire sia lo svolgimento di queste modifiche che lo svolgimento della fase III “supporto e assistenza nell’illustrazione, condivisione, comunicazione e approvazione del Piano”. La quantificazione di questo lavoro supplementare ammonta a 15 mila euro, Iva compresa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Piccolo