Ex postino morto a Sagrado: sul materasso spunta un Dna ignoto
L’elemento è stato confermato dagli avvocati dei tre accusati dopo la consegna delle perizie sulla morte di Mezzalira: «Non risultano azioni violente sui resti ritrovati». Le difese hanno chiesto più giorni per esaminare la perizia medico-legale depositata venerdì

Tracce miste di Dna riconducibili a una persona non identificata, una sorta di “ignoto x”, individuate sul materasso, uno dei reperti raccolti nella villetta di Vito Mezzalira. Lo hanno riferito questa mattina le difese, al termine dell’udienza davanti al Gip Marco Mucelli del Tribunale di Gorizia, riportando alcuni elementi emersi dagli accertamenti tecnici sulla morte dell'ex postino a Poggio Terza Armata (Sagrado).
Gli elaborati, però, non sono stati ancora discussi: gli incidenti probatori, attesi proprio oggi, sono stati rinviati a venerdì 20 novembre per permettere alle parti di esaminare gli ultimi documenti depositati negli scorsi giorni.
«Non risulta un’azione violenta sui resti scheletrici né tracce di Dna dei tre indagati», ha spiegato l’avvocato Giovanni Di Lullo, che con il collega Alberto Polacco rappresenta l’ex compagna dell’uomo, Mariuccia Orlando, e il figlio di quest’ultima, Andrea Piscanec. Il fratellastro di Orlando, Moreno Redivo, è difeso dagli avvocati Mariapia Maier e Antonio Cattarini (ieri sostituiti dalla collega Jennifer Schiff).
I resti, in ogni caso, sono attribuiti a Mezzalira, l’ex postino che lavorava a Trieste scomparso nel 2019 a 66 anni.
Le tre perizie in questione riguardano gli accertamenti biologici, dattiloscopici e medico-legali. L’ultima (di 190 pagine) è stata consegnata solo venerdì notte. Per questo, le difese hanno chiesto più tempo per esaminarla e il rinvio è stato concesso, trovando il consenso anche della Procura e dei legali delle persone offese.
«Vogliamo tutelare gli interessi dei nostri assistiti, ma allo stesso tempo non vogliamo far perdere tempo alla giustizia. Chiaramente servirà del tempo per studiare le perizie e le note che sono state depositate», ha commentato Di Lullo. Le note tecniche dovranno pervenire prima del 20 novembre, quando i periti saranno sentiti in contraddittorio.
In videocollegamento c’erano anche gli avvocati Maria Delmiglio e Andrea Cirelli, del foro di Cremona. Rappresentano rispettivamente Domenica e Valeria Mezzalira, sorelle di Vito. Al momento la loro posizione è di parti offese: la costituzione di parte civile non è ancora avvenuta. Non hanno nominato consulenti propri, rimettendosi a quelli del pubblico ministero e del giudice. Sullo slittamento, non hanno fatto opposizione: «Un rinvio di 20 giorni non cambia nulla ai fini degli incidenti probatori», ha detto Delmiglio. «Non ci sono grosse novità in questa fase», ha aggiunto Cirelli.
Orlando, Piscanec e Redivo sono indagati, a vario titolo, per concorso in omicidio volontario, sottrazione di cadavere e truffa aggravata e continuata, per la riscossione della pensione dopo la scomparsa.
Come si ricorderà, i resti erano stati trovati il 6 e 7 novembre 2025, in sacchi dentro un pozzo cementato a circa 4 metri di profondità nel giardino della villetta di via Nuova. Il 3 dicembre era stata resa nota la corrispondenza con Mezzalira, sulla base della mandibola e della dentatura.
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