Premiata a Treviso la app triestina che aiuta a orientarsi in spazi chiusi

“quo vadis?” la più votata dal pubblico alla creativity academy 



Importante riconoscimento per l’applicazione tutta triestina “Quo Vadis?” che, alla “Creativity Academy” di Treviso, è risultata la più votata dal pubblico. La soluzione realizzata a Trieste propone un sistema innovativo di segnalazione interattiva per realizzare mappature di spazi e per indicare percorsi in ambienti chiusi o urbani. Si tratta di un sistema intuitivo e senza utilizzo di ripetitori ma che usa segnali guida trasmessi in radiofrequenza, di semplice allestimento.

Questa applicazione trasferisce quelli che sono gli ormai noti sistemi di navigazione per l’esterno, come Google Maps o altri strumenti simili, nella gestione degli spostamenti in ambienti chiusi. L’obiettivo, in parole povere, è quello di impedire alle persone di perdersi all’interno di grandi spazi, evitando così fastidiose perdite di tempo.

«Attraverso il sistema Quo Vadis? l’utente viene guidato negli spostamenti all’interno degli edifici – spiega Serges Lawrey Aziabor, uno degli ideatori dell’app assieme a Vedran Jukic e a Simona Porcello –, con l’utilizzo di mappe facili e intuitive che l’utente può scaricare sullo smartphone e che gli forniscono passo dopo passo le informazioni necessarie per orientarsi».

Un’idea, quella di sviluppare un’applicazione per districarsi all’interno di spazi chiusi, nata per caso, come tutte le idee ingegnose. «Qualche anno fa ero a Düsseldorf a una fiera – racconta sempre Serges – e non riuscivo a trovare alcuni stand. Lì ho iniziato a riflettere su quanto situazioni del genere facciano perdere molto tempo. Così, quando sono tornato a Trieste ho cercato di trovare una soluzione per risolvere questo problema». Da lì è nata l’idea di Quo Vadis?.

La speranza, ora, è che quest’app abbia la possibilità di farsi conoscere nel mondo. E in questo senso la vittoria alla “Creativity Academy” di Treviso non può che rappresentare un passo in avanti. «Si tratta di una tecnologia solo all’apparenza banale – spiega il socio Vedran Jukic – ma non lo è. È un servizio aperto alle persone di tutte le età e semplice da utilizzare: basterà avere uno smartphone per trovare il percorso più breve per raggiungere una destinazione all’interno di un luogo chiuso. Funziona anche offline – aggiunge Vedran –, aspetto da non sottovalutare perché molte volte nelle fiere, ma anche all’interno di uffici pubblici, c’è poca copertura di rete».

Gli ideatori di questa innovativa applicazione sono sicuri che un tale progetto potrà diventare interessante anche in ottica di business. «Per guadagnare ci rifacciamo ai metodi utilizzati dai vari social network – spiegano i due ideatori –, dove il ritorno economico si basa sulla quantità di utenti presenti sulle loro piattaforme. Noi contiamo di arrivare nel giro di un anno già a dei numeri interessanti. Chi cerca una destinazione non pagherà nulla – ci tengono a sottolineare i due –, mentre una minima “fee” sarà richiesta a chi invece vuole farsi trovare». Esattamente come accade oggi con Google Maps. —



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