«Presa abusiva nel bosco per i telefoni dei migranti» Ma è una bufala social

Forse si è trattato di uno scherzo. O forse è stata la voglia di creare un “caso” là dove in realtà non c’era nulla. Nulla di più di un cavo elettrico scollegato: un cavo usato, in altri momenti, per la festa di paese. La Polizia di frontiera, nell’ambito dei suoi controlli del territorio a ridosso del confine, ha individuato a Grozzana il punto dove via social era stata denunciata la presenza di un fantomatico allacciamento abusivo alla corrente per consentire ai migranti di ricaricare i telefonini durante la loro “marcia”. Sotto un palo dove passano alcuni cavi di alimentazione è stata trovata sistemata una presa con un cartello in diverse lingue (non in arabo) con su scritto “Energia gratis”. Il tutto realizzato in maniera piuttosto artigianale, tanto che la multipresa era semplicemente collegata con dello scotch, e non realmente allacciata. La Polizia di frontiera, come sempre in questi casi, ha subito verificato la veridicità della notizia, visto che quella resta comunque una zona di passaggio dei migranti, come testimoniano anche alcuni recenti ritrovamenti di vestiti.
Una volta individuato il punto sono stati contattati i tecnici di Enel e AcegasApsAmga, che hanno constatato come la presa non fosse in realtà allacciata e hanno messo il tutto in sicurezza. Un cavo elettrico era comunque presente, ma si trattava in realtà di una prolunga per portare da un’abitazione privata l’energia ai chioschi che vengono allestiti in zona.
Una procedura evidentemente tollerata ma non prettamente “a norma”, visto che non si possono lasciare cavi volanti. I tecnici delle compagnie di fornitura energetica hanno così provveduto a rimuovere il cavo e a buttare nel cestino il cartello e la finta ciabatta.—
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