Presentati i primi ricorsi contro la tassa pubblicità

Confcommercio dice no alla rateizzazione e affianca la battaglia degli operatori contro Comune e Step: «Vanno azzerate le richieste e ricalcolate le somme»
Bumbaca Gorizia 28.10.2020 Vetrofanie negozio via Mazzini © Foto Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 28.10.2020 Vetrofanie negozio via Mazzini © Foto Pierluigi Bumbaca



I primi ricorsi sono già partiti. Altri sono in fase di lavorazione e verranno presentati nei prossimi giorni, ma non è escluso che, a breve, se ne aggiungeranno di ulteriori. Operatori commerciali e Confcommercio non si arrendono. Le spiegazioni date nei giorni scorsi dal Comune di Gorizia non hanno soddisfatto i titolari delle attività che nelle ultime settimane hanno ricevuto gli avvisi di accertamento esecutivo dal nuovo ente riscossore dell’Imposta comunale sulla pubblicità.

Il caso vetrofanie, quindi, è tutt’altro che archiviato o risolto e la battaglia si preannuncia lunga. Nessuno dei protagonisti sembra voler fare passi indietro. Da un lato l’amministrazione Ziberna ricorda che il tributo è imposto da una norma nazionale che non lascia margini di manovra o discrezionalità a livello locale; dall’altra gli operatori economici della città ribadiscono che non è loro intenzione sottrarsi al pagamento dell’Icp, ma contestano le modalità di calcolo delle somme da versare effettuate dalla Step srl e, per questo, chiedono al Comune di Gorizia di congelare tutto e ripartire da zero.

Dopo un confronto con i tecnici, lunedì il sindaco Rodolfo Ziberna e l’assessore comunale al Bilancio e alle Società partecipate Dario Obizzi avevano annunciato la possibilità di una rateizzazione a lungo termine e di una verifica puntuale di ogni singolo caso. Da piazza Municipio avevano spiegato che gli avvisi di accertamento esecutivo relativi all’Imposta comunale sulla pubblicità non possono essere annullati e per questo l’amministrazione municipale sarebbe andata incontro ai commercianti che avevano ricevuto la richiesta di pagamento permettendo, a chi l’avrebbe voluto, di dilazionare il pagamento dell’Icp su due anni. L’eventuale richiesta di rateizzazione dovrà però essere motivata e, in ogni caso, comporterà il versamento dell’intera somma e non consentirà di usufruire dello “sconto” di un terzo previsto per chi salda entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso di pagamento.

«La risposta del Comune non ci soddisfa», ribadisce il presidente provinciale di Confcommercio Gianluca Madriz ricordando che per i soci che lo richiederanno i ricorsi partiranno in automatico, ma che l’associazione di categoria è a disposizione anche dei non soci. «Le parole del sindaco sono bellissime – nota Madriz –. Che ci sia una norma di legge mi sta bene e questo non lo contesto, però alla fine di tutto c’è sempre il Comune. In un momento difficile in cui sono state ridotte varie spese per cercare di fare sopravvivere il tessuto commerciale, loro se ne escono con questa. Non vogliamo rateizzazioni. Vogliamo che ritirino tutto e poi ne riparliamo. Decidano loro come fare. Noi chiediamo rispetto e vogliamo che chi riuscirà a sopravvivere e superare il 31 dicembre paghi le tasse in modo equo. Vogliamo solo essere messi in condizione di lavorare. C’è un detto triestino che dice più o meno questo: avere debiti e non avere soldi per pagarli equivale a non avere debiti».

Madriz insomma non ci sta: «Mi sembra che ci sia da un lato un mondo reale e dall’altro uno delle favole. Noi apparteniamo al primo, lo Stato al secondo. Il problema è che quello reale sta implodendo». –

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