«Presidente croato alla Foiba? Dialogo aperto tra i due Paesi»

«Italia e Croazia stanno lavorando sottotraccia per fare un ulteriore passo in avanti nell’ambito di quell’amicizia sviluppatasi dieci anni fa con il concerto dei tre presidenti sulle rive di Trieste». Parola dell’ambasciatore italiano a Zagabria, Pierfrancesco Sacco, presente ieri in città per visitare la mostra dedicata alla Modiano, organizzata nel museo della civiltà istriano, fiumano dalmata di via Torino.
Il riferimento è alla storica visita dei Presidenti della Repubblica, italiano e sloveno, alla foiba di Basovizza dello scorso 13 luglio e alla speranza di vederla replicata prima o poi anche con la presenza di un Presidente croato, o quantomeno di un componente del Governo di Zagabria. «Le massime autorità croate e italiane sono sempre in contatto – queste le parole dell’ambasciatore Sacco – e stanno lavorando gomito a gomito per rinsaldare l’amicizia fra i due Paesi. L’obiettivo è quello di fare un ulteriore passo in avanti rispetto a quanto già fatto in passato, consapevoli della storia millenaria che unisce Italia e Croazia, una coesione ben più forte delle divisioni verificatesi nell’ultimo secolo». «Le due diplomazie si muovono nel solco del concerto dei tre presidenti avvenuto dieci anni fa proprio in questa città – ha proseguito Sacco – nel segno della memoria che deve essere sinonimo di unione e non di dissidio».
Una dichiarazione possibilista, insomma, che fa ben sperare per il futuro. Ieri però era tempo di ricordare il passato e il presente di una grande azienda triestina famosa in tutto il mondo, con la mostra illustrata all’ambasciatore dal direttore del museo, Piero Delbello. «Non capita tutti i giorni che un ambasciatore venga a farci visita – ha sottolineato il presidente dell’Irci, Franco Degrassi –. Modiano rappresenta un pezzo di storia della città, ma anche dell’ex Impero, grazie agli stabilimenti che aveva a Romans, Fiume e Budapest». La mostra “Nel segno della Modiano” rimarrà aperta tutti i giorni fino al 18 ottobre. —
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