Pressing bis degli esuli «L’Italia tolga presto l’onorificenza a Tito»

Togliere al dittatore jugoslavo Josip Broz Tito l’ordine al merito della Repubblica, onorificenza assegnatagli nel 1969 in occasione della sua visita ufficiale in Italia. Una battaglia dell’Unione degli Istriani da più di dieci anni, fatta propria ora anche da un nutrito gruppo di deputati leghisti, con una proposta di legge presentata ieri nella sede dell’Unione degli Istriani. «Noi siamo venuti a conoscenza di questa onorificenza solamente nel 2006 - ha ricordato Massimiliano Lacota, presidente dell’Unione degli Unione - quando venimmo a sapere che l’Austria aveva avviato l’iter per toglierne una analoga sempre a Tito. Si tratta di qualcosa di incompatibile con la legge sul Giorno del ricordo».

Molte le richieste analoghe giunte negli ultimi anni, a cominciare da quella presentata un anno fa dal senatore pordenonese Luca Ciriani di Fratelli d’Italia, oltre alla mozione presentata in Consiglio Regionale da Piero Camber nel 2018. Tutte, però, finite con il cozzare con il legislatore. «La legge dice che se il beneficiario dell’onorificenza è morto allora non si può fare nulla - ha spiegato l’on. Panizzut della Lega, presente ieri a Palazzo Tonello - per questo motivo abbiamo deciso di aggiungere un nuovo comma all’articolo 5 della legge 178/51, con il quale concedere la possibilità di revoca dell’onorificenza se il destinatario è deceduto». Una battaglia fatta propria anche dal overnatore del Fvg, Massimiliano Fedriga. «Come Regione faremo in modo di sensibilizzare anche altri governatori sul tema - queste le sue parole - in modo da velocizzare questo processo. Non c’è riconciliazione senza atti propedeutici come questo». —



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