Pressing di Israele e Ue per il golf a Ragusa

Lobbing di Shimon Peres da Barroso che ne parla col premier Milanovi„. Investimento miliardario
Di Andrea Marsanich

Pressioni israelo–comunitarie sulla Croazia affinché dia il via libera alla costruzione di un grande complesso golfistico sul Monte Sergio, l’altura che sovrasta la città dalmata di Ragusa (Dubrovnik). A detta del giornale fiumano Novi List, che si richiama a fonti ufficiose del governo di Zagabria, nella sua recente visita a Bruxelles il premier Zoran Milanovi„ (centrosinistra) è stato ricevuto dal presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, per parlare di monitoraggio della Croazia a pochi mesi dalla sua adesione all’Europa unita.

Durante il colloquio, Barroso avrebbe citato a Milanovi„ anche il problema di Monte Sergio, dove il progetto da un miliardo di euro sta incontrando una lunga serie di impedimenti, con ritardi nella sua realizzazione nell’ordine di alcuni anni. Sei giorni prima dell’incontro con Milanovi„, Barroso aveva conferito con il presidente di Israele, Shimon Peres, grande amico dell’investitore connazionale Aaron Frenkel, principale responsabile del progetto “green sopra Ragusa”. In quell’occasione, Peres gli aveva chiesto di intervenire presso le autorità croate affinché rimuovessero i numerosi ostacoli incontrati da Frenkel.

«È un problema che deve essere risolto in tempi rapidi – è quanto filtra dal governo croato – ci muoveremo non appena si saranno concluse le amministrative di maggio». È molto difficile infatti che qualcosa di concreto possa accadere prima, in quanto ben 11 mila ragusei hanno firmato di recente la richiesta che venga indetto un referendum sulla realizzazione del progetto. Gli abitanti di Ragusa, o comunque la gran parte di essi, sono contrari non tanto ai campi da golf, quanto al sorgere di una moltitudine di impianti ricettivi, tra alberghi, ville e appartamenti. L’altro giorno il ministero della Pubblica amministrazione ha dato disco verde alla richiesta per l’indizione del referendum sul complesso, confermando l’autenticità di 9mila firme. Per arrivare alla consultazione servivano gli autografi del 20 per cento degli aventi diritto – 8 mila ragusei – e invece è stata toccata quota 11 mila. Zagabria è dalla parte dell’investimento, come pure il sindaco di Ragusa, Andro Vlahusi„, che entro un mese dovrà indire il referendum.

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