Processo, riapertura, commissari persi nelle nebbie gradesi

Roberto Marin faceva parte dell’ultimo cda della Fondazione Ospizio Marino commissariata dalla Regione nel settembre del 2009. Mancavano all’appello 28 milioni di euro. L’assessore regionale alla...

Roberto Marin faceva parte dell’ultimo cda della Fondazione Ospizio Marino commissariata dalla Regione nel settembre del 2009. Mancavano all’appello 28 milioni di euro. L’assessore regionale alla Sanità dell’epoca, Vladimiro Kosic, sta ancora aspettando i chiarimenti chiesti a Marin. I suoi successori alla Sanità, Tondo e Ciriani, hanno forse avuto miglior fortuna? Quasi un anno dopo, il 17 luglio del 2010, l’Ospizio fu chiuso per ordine della Procura della Repubblica di Gorizia. Una telefonata anonima avvisò i Nas che gli utenti e i pazienti soffrivano un caldo atroce perché si era guastato l’impianto dell’aria condizionata. Bastava ripararlo. Trovarono anche del cibo mal conservato. Chiusero l’Ospizio e buttarono via le chiavi. L’anonimo che telefonò ai carabinieri non ... sapeva (:-) che il giorno dopo il commissario mandato dalla Regione avrebbe firmato il contratto d’affitto di ramo d’azienda con una società nuova di zecca che si chiamava Istituto Barellai. Avrebbe salvato dipendenti, utenti e struttura. Ma la Barellai era stata chiara: non tutte le figure professionali sarebbero state riassorbite nel nuovo organico. Nel settembre del 2010, dopo lunga e attenta meditazione la Procura della Repubblica apre un’inchiesta. L’indagine partorisce un topolino. I componenti l’ex cda della Fondazione Ospizio Marino sono rinviati a giudizio per aver utilizzato altrimenti 350mila euro della Regione. Spiccioli a fronte di 28 milioni. Il crac dell’Ospizio derivò dalle avventate operazioni finanziarie della Fondazione che dirottava risorse sulla clinica Sant’Eufemia, convinta - e con essa le banche che sganciarono sull’unghia 28 milioni di euro - di ottenere l’accreditamento dalla Regione per le cure sanitarie. Del processo si sono perse le tracce. Forse riprenderà a luglio. Il giudice è in dolce attesa e al Tribunale di Gorizia sono in perenne carenza di tutto. Tralasciamo di entrare nel dettaglio delle condanne-satellite per il fallimento dell’Hotel Rialto e della richiesta del Tribunale del risarcimento civile agli ex amministratori della Fondazione, tra i quali Marin. Si sono anche perse le tracce del futuro dell’Ospizio Marino. Nel porto delle nebbie gradese sono scomparsi cooperative, banche e commissari liquidatori del Tribunale che avrebbero dovuto salvarlo. A luglio scatta il quarto anno di chiusura. Siamo curiosi di sapere chi aprirà le danze sull’Ospizio Marino in campagna elettorale. Piuttosto taccia, basta con le balle. Un po’ di rispetto per i disabili (ro.co.)

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